Aversa

Da autotrasportatore ad artista del presepe

 AVERSA. Da autotrasportatore per conto terzi ad artista del presepe. E’ Nicola Menditto, 66 anni compiuti.

Da un anno ha concluso l’attività lavorativa che lo portava a percorrere le autostrade della penisola per trasportare con il suo camion tutto quanto trasportabile. Da un anno si dedica a tempo pieno a quello che da quarant’anni è il suo passatempo:realizzare presepi. “Invece di andare al bar a giocare a carte, nel mio tempo libero ho costruito presepi” racconta mostrandone uno sul quale è al lavoro da ormai venti anni. E’ un classico, con la capanna che ospita la sacra famiglia, i re magi, l’oste, la lavandaia, il macellaio, le luci presenti ovunque ma rispetto agli altri ha una caratteristica che Nicola tiene a sottolineare. “Scelgo le facce dei miei personaggi in modo che siano tagliate per il ruolo che occupano”, dice mostrando uno dei magi.

“Non ho attitudine alla ceramica così non ho costruito le teste, né le mani né i piedi dei pastori, che compero già fatte ma le scelgo pensando al ruolo che dovrà avere il personaggio che andrò a realizzare”, aggiunge ricordando che tutto il resto è opera sua e della moglie che provvede ai costumi.

E il resto è un vero spettacolo, fatto di personaggi che si muovono, perché Nicola ha realizzato da sempre pastori capaci di eseguire movimenti, come fa il contadino che zappa o la pizzaiola che inforna la sua pizza, Una caratteristica particolare che gli ha permesso di trionfare per tre volte di seguito nell’annuale gara dei presepi organizzata in occasione del Natale nella parrocchia di San Francesco. Il suo laboratorio è un basso di via Linguiti.

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Li, disteso per l’intera larghezza della stanza, è possibile ammirare il presepe che ha realizzato negli anni. “Ma non è finito, devo ancora completarlo” precisa. “Vorrei fare una scena che prenda l’intera parete. Sarà un cielo pieno di stelle e con tanti angeli che scendono verso la grotta. Farà da cornice all’evento rappresentato”, aggiunge, ricordando che non vende le sue opere. “Regalarle si, venderle no. Forse un domani il mio passatempo potrebbe anche diventare un lavoro ma al momento non mi interessa mettere sul mercato i presepi. Realizzarli mi appaga”, conclude l’artigiano autodidatta che rappresenta una “specie” umana in via di estinzione.

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