Aversa

Attentato incendiario a marito della Virgilio: proseguono le indagini

Nicla VirgilioAVERSA. E’ ancora mistero sull’attentato incendiario che ha visto distrutta dalle fiamme la Bmw 320 di Antonio Molitierno, funzionario del ministero della giustizia, settore concorsi della polizia penitenziaria,…

… e marito della vicesindaco di Aversa Nicla Virgilio, Pdl, con delega a cultura e pubblica istruzione nell’esecutivo guidato da Giuseppe Sagliocco. Gli agenti del commissariato aversano che, coordinati dal dirigente Luigi Del Gaudio e dal suo vice Luigi Graziano, continuano a non voler rilasciare dichiarazioni sull’episodio, ma, da quanto sarebbe emerso, fermo restando le indagini ancora a 360 gradi, ci sarebbero piste privilegiate rispetto ad altre. Una su tutte quella che porta al lavoro svolto dal marito della numero due dell’esecutivo di centrodestra aversano. Molitierno, infatti, potrebbe non aver aderito alla richiesta di una spintarella per poter entrare a far parte del corpo di polizia penitenziaria da parte di qualcuno. Da qui la “punizione”. Ma si tratta di un’ipotesi, anche se la più accreditata.

Al setaccio anche il lavoro svolto in questi quattro mesi di attività della Virgilio quale assessore con delega alla cultura e alla pubblica istruzione. Ma è la stessa vicesindaco a sottolineare come vi siano stati solo atti di ordinaria amministrazione che non potevano far gola più di tanto e che i suoi interlocutori abituali sono genitori e dirigenti scolastici, categorie certamente non avvezze a dare fuoco alle auto. Virgilio, anche nella giornata di ieri, così come aveva fatto a caldo, sebbene amareggiata per quanto avvenuto, ha, ancora una volta, ribadito che continuerà il suo impegno politico dovendo rendere conto agli oltre settecento elettori (all’epoca è stata la più votata dopo l’attuale presidente del consiglio comunale Giuseppe Stabile di Noi Aversani).

Un’ultima ipotesi, ma, in verità, con poco seguito da parte degli investigatori, è quella di un’auto simile a quella data alle fiamme presente nel condominio di via Riverso dove la famiglia dell’assessore abita.

Confermata anche la dinamica dell’episodio: mancava qualche minuto alle 21,30 di mercoledì, quando il marito di Virgilio (a Roma per lavoro) l’ha telefonata: sul suo cellulare era giunta un sms dell’antifurto satellitare che segnalava qualche anomalia alla vettura. La vicesindaco è uscita sul balcone dell’abitazione e ha visto la vettura andare in fiamme. Immediato l’allarme ai vigili del fuoco del locale distaccamento e agli agenti del commissariato aversano. I vigili hanno domato le fiamme limitando i danni senza che l’incendio si propagasse alle altre auto parcheggiate nel cortile ed hanno accertato che l’incendio era doloso. Gli attentatori avevano versato della benzina sulla fiancata destra della vettura per poi darle fuoco. La polizia avrebbe anche accertato che l’incendiario (o gli incendiari) siano arrivati nel parco di via Riverso scavalcando la recinzione dal lato che affaccia su uno standard urbanistico di proprietà del comune.

Sulla vicenda da registrare anche un ulteriore intervento del sindaco Sagliocco che ha auspicato un maggior controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine attraverso un coordinamento che veda impegnati in uno sforzo comune polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Sempre nella giornata di ieri, infine, numerosi ancora gli attestati di solidarietà alla vicesindaco pidiellina da esponenti di tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione per il vile gesto subito, con l’auspicio che si faccia al più presto luce sui motivi che l’hanno originato.

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