Villa Literno

Inchiesta appalti e camorra: scarcerato Enrico Fabozzi

Enrico FabozziVILLA LITERNO. Torna in libertà Enrico Fabozzi, ex consigliere regionale della Campania ed ex sindaco di Villa Literno, arrestato il 15 novembre 2011 nell’ambito di un’indagine su appalti e camorra.

Su di lui pendevano le accuse di concorso esterno in associazione camorristica, corruzione, voto di scambio e turbativa d’asta. Accuse annullate da due ordinanze della Corte di Cassazione.

I giudici della Suprema Corte, lo scorso settembre,hanno accolto in toto il ricorso presentato dagli avvocati Umberto Del Basso De Caro e Mario Griffo, i quali hanno smontato punto su punto l’impianto accusatorio costruito dai pm della Dda napoletana. La richiesta di annullamento, accolta dal collegio giudicante, è stata avanzata dal Procuratore generale della Cassazione.

La sentenza ha annullato l’ordinanza del Gip di Napoli per due motivi principali: l’assenza di indizi di colpevolezza, a causa della totale inattendibilità dei pentiti; e palesi vizi motivazionali. Una sentenza accolta con grande soddisfazione dai legali del consigliere regionale, in quanto la Cassazione ha nuovamente sancito che le dichiarazioni dei pentiti non hanno alcun riscontro oggettivo, per cui i collaboratori di giustizia sono inattendibili. Nonostante la Cassazione avesse già due volte scagionato Fabozzi dalle accuse, ribadendo l’inattendibilità dei pentiti, il consigliere regionalefinora era rimasto in carcere.

La Suprema Corte ha annullato anche le due ordinanze (la prima per reati di camorra, la seconda per turbativa d’asta) a carico dei fratelli Mastrominico, e la prima ordinanza a carico di Malinconico, anche in questo caso per reati di camorra.

“Dopo un lungo tempo finalmente respiro – ha detto Fabozzi appena uscito dal carcere – la scarcerazione mi consentirà di difendermi nel processo da uomo libero, come ho sempre auspicato, inoltrando anche richiesta in tal senso alla Dda che però non mi ha mai ascoltato. Comunque continuo a rispettare il lavoro dei magistrati anche se sono stato danneggiato. In carcere c’era la mia carcassa, ma il cervello è rimasto sempre integro”.

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