Sant’Arpino

Pd: “La defunta Ad fa venire i brividi”

 SANT’ARPINO. A leggere l’ultimo comunicato della defunta “Alleanza Democratica” vengono i brividi. Si capisce chiaramente che sono in totale confusione mentale.

Il che ci aiuta a comprendere del perché della fallimentare e illegale gestione, per la qual cosa il Pd ha invocato la Commissione di accesso affinché “accerti e documenti la continua e reiterata violazione delle normi di legge per la gestione amministrativa degli enti locali, “ex lege” Scotti”.

E, poiché la coda di paglia della defunta maggioranza è lunga, o forse lo è quella dell’estensore del comunicato, tirano in ballo situazione di cui nel nostro comunicato non si è affatto scritto! E, leggete, leggete cosa scrivono: “È doveroso ricordare allo pseudo (Sic!) Pd locale che l’invocazione della commissione d’accesso non si presenta come se si comprasse il latte dal salumiere: vi devono essere motivazioni gravi e senza possibilità di cambiamenti alternativi”. Si poteva risparmiare l’improvvida lezioncina, chi farebbe bene a preoccuparsi di tenere “i conti in ordine”.

Il Partito Democratico di Sant’Arpino, quello vero non quello della “stanza da pranzo”, sa bene chi e come ha operato e sta operando in modo che “come al solito ci sta rimettendo la popolazione che è l’unica vittima!”.

Basta vedere i due ultimi capolavori, l’affidamento ai privati di due importanti servizi alla popolazione: la raccolta dei rifiuti e l’ufficio tributi, con tutta la conseguente raffica di richieste di soldi ai cittadini.

E, allora, giù la maschera! Noi non sappiamo chi è l’amanuense della inesistente “Alleanza Democratica” (vedi “certificato di morte” redatto nel consiglio comunale del 1 ottobre 2012 dall’ex-capogruppo Ernesto Capasso), ma immaginiamo che possa essere qualche vecchio “compagno di merenda” in diligente attesa di “merce di scambio”!

E, in attesa del compenso, non si vergogna di barare fino al punto di falsificare perfino i provvedimenti di altre amministrazioni. Legge e cita senza capire e pensa di essere un novello Pisapia, mentre è solo uno “sputasentenze Cacasenno”. Milano, Genova, Jesolo. Spoleto, Lignano Sabbiadoro nel vano tentativo di trasformare il bronzo in oro. Nessuno di questi Comuni ha approvato il riequilibrio di bilancio con atto della Giunta, poi, ratificato in Consiglio. Hanno tutti seguito correttamente la procedura dell’articolo 193 che i novelli Pisapia, dolosamente, confondono con l’art.175 che opera per le variazioni di bilancio, decreto legislativo n.267 del 2000.

E ci farebbe piacere che qualche volta gli organi di informazione accertassero e chiarissero se quello che comunichiamo corrisponda al vero! Nessuna ratifica, tutto il resto è farina del demonio.

Il gruppo consiliare del Pd Sant’Arpino

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