Sant’Arpino

Capasso: “Totale assenza di democrazia nella maggioranza”

Ernesto CapassoSANT’ARPINO. “Sono rimasto letteralmente sbigottito nel leggere il documento della locale sezione dell’Udc”. Così il consigliere comunale Ernesto Capasso, tornando sulla vicenda della sua mancata partecipazione all’ultima riunione del partito.

“Al segretario cittadino Bortone – prosegue Capasso – chiedo di rammentare quante volte abbiamo insieme concordato sulla ‘latitanza’ politica del sindaco e di altri esponenti della maggioranza che nel corso di tutte questa consiliatura sono puntualmente sfuggiti al dibattitto in seno al partito. E invito il segretario a smentirmi pubblicamente se sto mentendo.

Un modus operandi quello del Di Santo degno di un vero e proprio padre-padrone, che ha portato allo svolgimento di sole 3 riunioni di partito in oltre 4 anni, e che ha accentuato il mio dissenso, che non è stato mai strumentale, ma sempre costruttivo e teso al ripristino di metodi democratici in seno alla maggioranza ed al partito. Un’azione pseudo-politica che ha portato alla disgregazione del progetto Sant’Arpino Democratica, con consiglieri ed assessori che man mano, ma in maniera inesorabile, hanno abbandonato la maggioranza.

Ma il sindaco ed i suoi accoliti, dimostrando spregio per ogni principio politico, continuano ad usare quel simbolo in maniera abusiva, nonostante gli abbandoni eccellenti e soprattutto il venir meno del rispetto dei principi etici di quel patto gentilizio, come sta a dimostrare l’ingresso di due esponenti provenienti dalle fila dell’opposizione.

L’ennesima dimostrazione che per questi amministratori non contano i principi, o alcunché di simile, ma solo il potere fine e se stesso. Del resto la storia di questa giunta sta a dimostrare inesorabilmente che Di Santo e soci preferiscono luoghi occulti e non trasparenti per confrontarsi e mai quelli pubblici. In tanti anni non è stato organizzato mai un dibattito, un convegno, un’assemblea per discutere con la cittadinanza e le associazioni dei provvedimenti da adottare. Basti pensare che l’unico provvedimento adottato in maniera davvero partecipata è stato il Piano Casa, grazie al lavoro della Commissione Consiliare Lavori Pubblici ed Urbanistica da me presieduta, che riuscì ad arrivare ad una proposta condivisa da maggioranza e opposizione con l’impegno assunto dal sindaco di aprire la discussione ad associazioni e realtà territoriali, attraverso convegni e dibattiti, cosa che poi non è mai avvenuta.

Ma del resto sarebbe insensato aspettarsi da questi personaggi qualcosa di diverso. I nostri amministratori si impegnano solo per quello che realmente sta loro a cuore, come sembra dimostrare la vicenda dell’Associazione Padre Ziello, molto ma molto vicina al sindaco stesso, che sembra aver ottenuto dei finanziamenti dalla Provincia appena il nostro primo cittadino è diventato consigliere nel parlamentino di Corso Trieste. Evidentemente ci deve essere stato l’impegno concreto di qualcuno, quello stesso impegno che è mancato per altre realtà non secondarie, come ad esempio il Co.D.I. ed altri sodalizi.

Per tutte queste ragioni non posso che prendere la distanze da questa giunta e da quanti la sostengono, e anche dalla sezione cittadina dell’Udc, che a mio avviso sta tradendo principi ed ideali di un partito che ha sempre creduto nel confronto e nella democrazia. Il sottoscritto proprio perché oggi più che mai si sente un uomo Udc non può esimersi dal denunciare questi misfatti e lavorare per un’alternativa credibile che restituisca democrazia, partecipazione e confronto a Sant’Arpino ed ai santarpinesi”.

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