Sant’Arpino

Ad: “Capone, chi è costui? Chi sono i suoi sodali?”

 SANT’ARPINO. Nelle scorse settimane il comitato liberticida, poco libero e ancor meno democratico ha presentato un certo Capone come candidato alla carica di sindaco del Comune di Sant’Arpino.

In questo primo commento non ci attarderemo troppo sul signor nessuno Capone da Caivano, che sarà oggetto di altri interventi, ma ci occuperemo di una banda di politici impresentabili, da rottamare, che hanno messo in piedi questa “gioiosa macchina da guerra” nel tentativo di riciclarsi.

Una banda di pericolosi ex di tutto, che calca le scene politiche in alcuni casi da quarant’anni , ma ogni volta si presenta come il nuovo che avanza. Ernesto Capasso, “un debuttante”, ultrasessantenne, è consigliere comunale dal 1975 .Più volte assessore, vicesindaco, per oltre un decennio assessore ai lavori pubblici ed urbanistica nell’ultima consiliatura è stato contemporaneamente capogruppo consiliare, assessore all’Unione dei Comuni, Presidente della commissione lavori pubblici ed urbanistica e dulcis in fundo Presidente del comitato per i diritti per l’infanzia meglio conosciuto come Codi. Paroloni al vento!

Giovanni D’Errico, un altro “debuttante”, ultrasessantenne, presente in Consiglio Comunale dal lontano 1980. Più volte assessore con deleghe al commercio, sevizi sociali, pubblica istruzione. Una vera Istituzione popolare!

Elpidio Iorio, il “giovane vecchio” della politica santarpinese, in consiglio comunale dal 1994, dopo aver ricoperto la carica di assessore ai lavori pubblici e urbanistica per più di quattro anni con il sindaco Di Santo, si è pentito: sembra che sia stato accecato come San Paolo sulla strada di Damasco, solo che San Paolo, accecato dal Signore, cadde da cavallo e proseguì a piedi, Iorio tenta l’ennesima giravolta pur di restare in sella dietro la figura di Capone. Contorsionista politico!

Domenico D’Antonio, consigliere comunale da dieci anni, una nullità politica per eccellenza, non vale nemmeno la pena di soffermarsi sulle sue non capacità perché sprecheremo solo inchiostro. Fantasma!

Rodolfo Spanò, da dieci anni in consiglio comunale, coordinatore della locale sezione Pdl è stato vicesindaco della giunta Di Santo per due anni, ortodosso della destra nuda e pura si allea, con un gruppo di pseudo Pd, che in cinque anni hanno sempre detto, tra l’altro, che di Di Santo doveva andarea casa, soprattutto perché era alla giuda di una giunta di centrodestra. Il coordinatore locale Pdl ed il pseudo Pd ora sono alleati in questa armata brancaleone. Incoerenza per una futura remotissima poltrona!

Elpidio Del Prete, in politica dal 1994, è stato per quasi dieci anni vicesindaco, componente del consiglio di amministrazione del consorzio dei rifiuti Ce2, di Casoria Ambiente, uno stakanovista della politica santarpinese sempre con un occhio alla vicina Orta di Atella. Cittadino del mondo! Questi sono i personaggi che hanno sponsorizzato la candidatura di Capone in rappresentanza del Comitato liberticida, poco libero e assai di meno democratico.

Rimane poi il regista occulto di tutta questa operazione, il sindaco di Orta di Atella Angelo Brancaccio, noto ormai alla ribalta nazionale per lo scempio in cui ha condotto il suo Comune, sull’orlo di un secondo scioglimento per infiltrazione camorristica in pochi anni.

Questo è il quadro desolante della coalizione che si prepara a sfidare il nostro sindaco Eugenio Di Santo. Per quanto ci riguarda questa non è una alternativa ma una banda di riciclati e riciclatori che hanno sgovernato Sant’Arpino, sono i rappresentanti dei poteri forti, delle famiglie che hanno sempre comandato il nostro comune, che da qualche anno soffrono la lontananza dal potere che significa meno incarichi personali, meno guadagni per se stessi, e per il loro ristretto gruppo familiare.

Per questo, non abbiamo per il momento parlato di Capone, ma abbiamo preferito spiegare ai cittadini il malcostume politico che si cela dietro la sua fragile ed inconsistente figura. Rimanendo così la situazione il Capone, ammesso che arrivi alla meta, rischia di fare la figura dell’utile idiota buono per tentare di buttare giù Di Santo, ma poi gettato via perché ormai inutile.

Il gruppo consiliare “Alleanza Democratica per Sant’Arpino”

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