Santa Maria C. V. - San Tammaro

Il Parco “Angelo Vassallo”

 SANTA MARIA CV. “Non hanno ucciso un uomo qualunque, ma hanno ucciso il faro e la speranza di una terra , oltre che la guida della mia famiglia. Hanno ammazzato il migliore di noi”.

Le parole di Dario Vassallo, fratello del “sindaco pescatore” resteranno a lungo impresse nelle menti dei ragazzi che hanno affollato il Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi per partecipare alla giornata voluta destinata dal Consiglio comunale ad Angelo Vassallo. “Il 22 settembre Angelo avrebbe compiuto 59 anni ma, per me, il tempo si è fermato a quel 5 settembre di due anni fa quando mio fratello fu vilmente freddato con sette colpi di pistola sparati da una mano tutt’ora sconosciuta”.

Nonostante il dolore e la rabbia, da allora il medico, che da diversi anni vive a Roma, si è impegnato attraverso la costituzione della “Fondazione Angelo Vassallo” e la pubblicazione de “Il sindaco pescatore” a rendere giustizia alla memoria di un eroe del Sud altrimenti destinato all’oblio.

A Santa Maria come in altre decine di città italiane ha raccolto l’invito dell’ amministrazione pubblica che, a seguito dell’approvazione unanime dell’ordine del giorno presentato dal consigliere Leone circa un anno fa, ha ribattezzato la “Villetta delle Rose” di Via Consiglio d’Europa in onore del sindaco di Pollica. Al Garibaldi, oltre gli stessi Leone e Russo che hanno promosso l’iniziativa, hanno partecipato al consesso il presidente consiliare Mattucci, il sindaco Di Muro, il vicesindaco Scirocco e in qualità di rappresentanti provinciali Mirra e Stellato. In tutti è stato palese la volontà di portare all’attenzione della giovane platea la vita di Angelo Vassallo quale esempio di legalità concreta e quotidiana. Angelo aveva ereditato dal padre la passione per il mare e il rispetto che esso esige: “In mare si è tutti uguali, vale la regola del buon comportamento. Il mare va rispettato come i suoi frutti. Come va rispettata la legge”.

 Rispetto delle leggi, passione e tanto lavoro sono le fondamenta della buona politica su cui Vassallo ha edificato il suo piccolo miracolo. La zona povera e vilipesa zona del Cilento che fa capo ad Acciaroli (circa 3000 abitanti) è stata trasformata in un modello vincente economico e sociale che ha prodotto risultati eccezionali. Cinque Vele di Legambiente per la qualità del mare, 16 bandiere blu, 40 mila turisti che in estate garantiscono un indotto stimato tra i 20 e 40 milioni di euro, città Slow Food dal 2003, 75% di differenziata e un sistema di depurazione all’avanguardia hanno permesso ad un mare cristallino di sposarsi con un porticciolo accogliente.

Questi sono stati i successi inconfutabili di un sindaco sognatore. Un uomo i cui sogni si sposavano con il miraggio del riscatto della sua gente attraverso la tutela e la valorizzazione del territorio. Il “Vassallo pensiero” imponeva, infatti, che “Prima di avere bisogna dare” e per la sua terra,per il suo popolo affinché fosse protagonista e non suddito dello Stato, il sindaco aveva speso denaro, tempo,energie, finanche la vita.

Anche se sembrerebbe un controsenso “Fare il proprio lavoro con passione e onestà non garantisce la riconoscenza altrui anzi ti rende molte volte solo” – come Angelo soleva ammonire sua figlia, ma poteva immaginare che il suo impegno ad amministrare bene, con onestà gli sarebbe costato la vita? Un paradosso. Uno dei tanti che hanno segnato la storia del pescatore quasi prete passato alla politica per vocazione. Il “modello Pollica”, ad esempio, è stato esportato in Cina, a Gaochun quale sistema di autosufficienza tramite lo sfruttamento delle risorse ambientali, ma è stato incredibilmente ignorato in Italia.

Da oggi a Santa Maria una targa con impresso il nome “Angelo Vassallo- sindaco di Pollica” accoglierà i giovani sammaritani in un parco fiorito dove coltivare la sua memoria. A loro è destinato il testamento spirituale del sindaco pescatore, il suo ultimo sogno: “Vorrei vedere non un giovane che studia per andare a fare carriera chissà dove, magari con la rendita di un pugno di case che gli hanno lasciato i genitori. Ma un giovane che considera che la sua professionalità possa cambiare il destino del paese”.

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