Santa Maria C. V. - San Tammaro

Gli avvocati sammaritani accusano i parlamentari del territorio

 SANTA MARIA CV. Un manifesto pubblico nel quale i Parlamentari di Terra di lavoro vengono richiamati alle loro responsabilità.

Questa è solo l’ultima iniziativa dell’ordine degli Avvocati sammaritani che, attraverso una lettera aperta, chiede lumi ed invoca l’intervento dei propri referenti politici in merito allo spacchettamento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. “Signori Parlamentari, On.li Coronella,Cosentino, D’Anna, Giuliano, Graziano, Landolfi, Paglia, Petrenga, Picierno, Porfidia, Sarro, Zinzi, l’aver consentito che i comuni dell’Agro Aversano fossero inseriti nel circondario del cosiddetto Tribunale di Napoli Nord è stato frutto di evidenti equivoci”.

L’incipit della missiva sottoscritta dal presidente dell’ordine forense Alessandro Diana e indirizzata a Montecitorio è estremamente esplicita, in quanto chiama alle proprie responsabilità verso i cittadini i Senatori e Deputati campani senza distinzione di colore politico.

La “questione tribunale” è già stato oggetto del Consiglio della provincia che ha prodotto un documento all’unanimità in cui si chiede al governo un decreto correttivo del D.L. 155/2012,ma gli operatori di giustizia hanno deciso di appellarsi direttamente ai propri referenti istituzionali. Questi possono essere considerati compartecipi di un “errore frutto di evidenti equivoci generati da una superficiale ed approssimativa lettura della legge delega” . Di fatti la relazione che accompagna il “famigerato” decreto evidenzia l’intangibilità dei 103 tribunali provinciali. Nonostante Santa Maria non sia capoluogo, la sua è l’unica sede giudiziaria della provincia e quindi non è equiparabile normativamente alla fattispecie di un tribunale sub provinciale. Un marchiano errore di “geografia giudiziaria” commesso prima in sede di commissione parlamentare e poi in sede ministeriale grazie al “suggerimento di qualcuno…”.

La domanda o meglio le domande sono: “Chi è stato?” e “Perché l’ha fatto?”. “Ai Signori Onorevoli. E’ sicuramente un vostro obbligo morale e civile, prima ancora che politico, innanzi ai cittadini da voi rappresentati, di chiarire l’accaduto e intervenire in tutte le sedi al fine di porre rimedio a questo scempio giudiziario, politico, storico e culturale”.

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