Santa Maria C. V. - San Tammaro

Catabulum: “Rilanciare l’Antica Capua”

Mario TudiscoSANTA MARIA CV. Salvare il salvabile e, allo stesso tempo, provare a rilanciare l’Antica Capua come importante snodo del Turismo in Campania e nell’intera Italia Meridionale.

E’ questa la duplice sfida della associazione “Catabulum”, di cui è presidente l’ex assessore alla Cultura Mario Tudisco.

“La nostra azione – dice Tudisco – somiglia un po’ alla pubblicità di una famosa marca di rasoi: infatti, cercheremo di intervenire in due fasi distinte tra loro. Una prima fase consiste in un documento che sottoporremo al vaglio del Ministro dei Beni Culturali, invitando lo stesso a visitare Santa Maria Capua Vetere. Insieme al documento, fotograferemo lo stato dell’Arte in cui versano i Siti e i Monumenti cittadini, anche per chiedere, congiuntamente a Italia Nostra, i fondi necessari per tutelare e rendere più fruibili i beni in questione. In particolare, sia l’Anfiteatro sia l’Arco Adriano e, soprattutto, il Mitreo hanno bisogno di interventi puntuali e mirati. Ed è proprio il Mitreo a farci dormire sogni agitati: c’è impellente bisogno di una opera di deumidificazione prima che sia troppo tardi. La seconda fase sarà quella della richiesta di inserimento della Antica Capua nei migliori iter turistici nazionali e internazionali ma, per passare a questa seconda fase è fondamentale che la Città si doti delle adeguate strutture di ricezione e di ristorazione per affrontare al meglio un auspicabile flusso di visitatori”.

Sulla stessa falsariga anche le dichiarazioni del portavoce, architetto Alfredo Di Patria, secondo il quale, infatti, al momento non è possibile immaginare soluzioni diverse a meno che non si voglia effettuare una operazione da avventurieri.”Procedere a casaccio significherebbe solo aumentare la confusione e la frammentarietà della situazione – spiega il noto urbanista – e, quindi, ulteriori scavi sarebbero ipotizzabili esclusivamente in presenza di una vera e propria campagna di scavi, ossia quando c’è una buona probabilità di sapere cosa si sta portando alla luce e sapendo prima cosa si vuole fare di questi eventuali ritrovamenti. E’ chiaro che a pochi metri dal sottosuolo sopravvive l’Altera Roma e che è facilissimo rinvenire una moltitudine di emergenze archeologiche di varia importanza che, in passato, non sempre sono state adeguatamente valorizzate e tutelate. Da qui, l’esigenza di muoversi con molta cautela e altrettanta responsabilità anche perché il sottoscritto è convinto che la Città dei morti, per quanto importante sia, non deve mai opprimere la Città dei vivi!”.

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