San Felice a Cancello - Santa Maria a Vico - Arienzo - Cervino

Gli “Angeli liberi” in piazza per l’Unicef e l’Aism

Carmen Penelope De Lucia CampanaSAN FELICE A C. Lunedì 8 ottobre gli “Angeli liberi” di San Felice a Cancello, presieduta da Carmen Penelope De Lucia Campana, alla volta di Roma, in compagnia di un istituto di Santa Maria a Vico, …

… per assistere alla presentazione di un libro sulla crisi economica che sta attraversando l’Italia. Al dibattito che ne è seguito erano presenti vertici dello Stato e del Governo. Educare i giovani a una società migliore è sempre stato uno degli obiettivi principali di quest’associazione, che spesso organizza trasferte nella capitale per eventi costruttivi ed educativi. Sabato 6 e domenica 7 ottobre scorsi, un bel gruppo di donne degli “Angeli liberi” ha affiancato la Proloco Polis di San felice nella vendita delle orchidee per l’Unicef.

L’impresa è stata un successo e si ripeterà il 13 e 14 ottobre, quando i volontari scenderanno di nuovo in piazza per L’Aism. Gli “Angeli Liberi” (diffidare delle imitazioni!) si stanno, dunque, affermando sempre di più nel territorio di San Felice a Cancello e anche oltre. A luglio, infatti, sono volati a Lourdes, affiancati dall’associazione Carabinieri di Napoli, per un soggiorno di ben 5 giorni di preghiera con soci e disabili. Anche se sembra navigare sott’acqua, forse per non essere ostacolata nelle sue imprese, l’associazione di Carmen De Lucia riesce comunque a essere un punto di riferimento per tante persone in difficoltà. Innumerevoli sono stati le iniziative e i progetti targati “angeli”: le trasferte a Roma con la fondazione Liberal; la promozione del libro sul piccolo Pio “L’Angelo che imparò a volare” di Anna Verlezza con una bella recensione sull’Avvenire; il riciclaggio di abiti da comunione per i bimbi meno fortunati, di culle, carrozzine e vestitini per più piccoli; la distribuzione di aiuti umanitari; il sostegno ai cani randagi, sono solo alcuni esempi.

Insomma, questa associazione è un bel fiore all’occhiello per la Val di Suessola, soprattutto perché i soci si autofinanziano, mettendo a disposizione il loro tempo, i loro mezzi e tanta buona volontà. Visto che non prendono fondi, vorrebbero almeno, ogni tanto, una pacca sulla spalla da qualcuno. Il tempo, si sa, è galantuomo e il popolo è un giudice giusto.

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