Italia

Sequestra amante con maschera di Prodi e la minaccia con arma rubata ai vigili

 NAPOLI. Accecato dalla passione e non volendo accettare di essere stato lasciato ha minacciato e sequestrato l’amante, armato di un coltello e finanche di una pistola, risultata essere quella rubata all’interno del Comando di polizia municipale di Barano d’Ischia nel marzo 2011.

Una vicenda che è costata l’arresto con gravi accuse a carico di Vincenzo Di Costanzo, di Barano d’Ischia, 49 anni, coniugato, agricoltore, incensurato ma già noto alle forze dell’ordine. Mercoledì sera, verso le 21.30, i carabinieri della compagnia di Ischia intenti in un posto di controllo in località Fango – Lacco Ameno – hanno notato sopraggiungere un’autovettura al cui interno c’era una donna che urlava e si dimenava.

L’auto non si è fermata all’alt. I militari l’hanno inseguita riuscendo a bloccarla dopo poco ed a fermare il conducente, il quale, sferrando morsi e pugni ai carabinieri ha tentato di darsi alla fuga. La donna, con cui l’uomo aveva una travagliata relazione extraconiugale (e che già più volte aveva denunciato atti persecutori da parte dell’uomo), ha spiegato ai carabinieri che il suo ex compagno, poco prima, con il volto coperto, l’aveva sequestrata e costretta a salire sull’auto minacciandola prima con un coltello e poi con una pistola. Una perquisizione del veicolo ha consentito di rinvenire una beretta calibro 7,65, risultata essere la pistola rubata all’interno della stanza del comandante della polizia municipale di Barano, nel marzo 2011; un coltello a serramanico con lama lunga 14 cm; una maschera in plastica raffigurante il volto dell’ex premierRomano Prodi; vari seghetti e coltelli, nonchè berretti e occhiali per travisarsi.

Da successive perquisizioni domiciliari nell’abitazione dell’uomo, e in alcuni capanni di sua proprietà in collina, sono stati rinvenuti ancheun fucile da caccia con matricola abrasa; una pistola lanciarazzi con matricola abrasa e 480 cartucce di vario calibro.

L’uomo è stato arrestato dai carabinieri, coordinati dal capitano Melissa Sipala, con le accuse di sequestro di persona, porto illegale di arma da fuoco, ricettazione, violenza e resistenza a pubblico ufficiale ed atti persecutori. Giovedì mattina è stato portato nel carcere di Poggioreale.

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