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Risso: “Sul passaporto di Ruby c’era parola Mubarak”

Ruby e Luca RissoMILANO. Dal ritratto che ne fa Luca Risso, la sua compagna Karima el Mahroug, alias “Ruby”, all’epoca della loro conoscenza gli avrebbe detto tante bugie, ma di una cosa è certo: sul suo passaporto c’era la parola “Mubarak”.

Risso non ha però affermato che fosse stata la stessa Ruby a dirgli di essere “la nipote di Mubarak”, ma nell’udienza del processo, tenutasi venerdì a Milano, ha sostenuto che lo aveva letto sul suo passaporto. Al pm di Milano, Antonio Sangermano, Risso ha risposto: “Ricordo di aver visto che sul suo passaporto c’era la parola Mubarak, c’era scritto residenza Mubarak. Mi disse subito – ha raccontato il teste – che conosceva Berlusconi e una moltitudine di personaggi, ma non mi sono posto il problema. Volevo solo avere un rapporto con Ruby e sfruttare i personaggi che lei conosceva per le mie discoteche, come Lele Mora”.

Una storia molto complessa quella che vede la nascita del legame tra la giovane marocchina, all’epoca dei fatti 17enne, e il Risso. “Ruby mi disse di aver ricevuto soldi da Berlusconi ma non ricordo quanti, mi aveva detto che una volta il ragionier Spinelli le aveva dato 5 mila euro”. Ruby, però, continua il teste, “non gradiva le serate a casa dell’ex premier, dove aveva raccontato che c’erano anche spogliarelli”.

Risso, genovese titolare di alcuni locali e discoteche, ha raccontato che Ruby, la prima volta che l’aveva conosciuta nell’agosto 2010, si era presentata come “egiziana-brasiliana, figlia di una cantante egiziana e di una padre diplomatico, che poi era diventato il dirigente di una nota casa di biancheria intima. Poi – ha aggiunto – cambiò versione, e il padre diventò un manager della Yamamay”.

Tante le bugie raccontate dalla giovane marocchina, ma una sola verità. Pare che Ruby avesse dichiarato a Risso di “non essere una prostituta, non ha mai svolto attività di prostituzione, era una ragazza che, quando l’ho conosciuta – sostiene l’uomo – diceva parecchie bugie, le sparava grosse”. “Prima che scoppiasse il caso lei aveva una doppia personalità e quasi due vite parallele e raccontava un po’ di bugie”, ha aggiunto Risso.

Tra le bugie della giovane, Risso ricorda quando gli raccontò di essere fidanzata coi calciatori Marco Borriello e Cristiano Ronaldo e che Brad Pitt voleva adottarla. “Ora però è cambiata”, ha detto il teste e il pm Sangermano ha commentato: “Meno male”. Lei “raccontava tante cose non vere, mi disse anche di aver conosciuto Berlusconi, che era sua amica e a questa cosa ho creduto”.

Riguardo a un’intercettazione in cui lo stesso Risso parlava di un “interrogatorio allucinante”, a cui sarebbe stata sottoposta la ragazza alla presenza dell’avvocato Luca Giuliante e dove si sarebbe parlato delle “scene hard” e dell’“emissario di lui”, il teste ha più volte cercato di ribadire che al telefono con la sua ex, Serena Facchineri, lui stava “esagerando” per coprire la sua storia con Ruby. Tuttavia, il teste ha dovuto ammettere che in quell’occasione “l’avvocato Giuliante faceva delle domande” a Ruby e lei raccontava “quello che aveva detto negli interrogatori al dottor Forno (procuratore aggiunto di Milano,ndr)”.

A quel punto, il pm Sangermano ha chiesto che venisse messo a verbale che quando la ragazza era testimone in fase di indagini in un’inchiesta penale, l’avvocato la “sentiva sul contenuto di interrogatori senza verbalizzare”.

All’udienza hanno partecipato anche Lele Mora, come imputato, e l’ex Miss Piemonte, Ambra Battilana, come parte civile. “Io in quel periodo – ha spiegato ancora Risso – volevo solo avere una storia con Ruby e sfruttare le sue amicizie, quella dell’avvocato Giuliante e soprattutto quella di Lele Mora”.

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