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L’ex maggiordomo del Papa: “L’ho tradito, ma non ho rubato”

Paolo Gabriele con Benedetto XVICITTÀ DEL VATICANO. “Riguardo al furto aggravato mi dichiaro innocente. Mi sento colpevole per aver tradito la fiducia che aveva riposto in me il Santo Padre, che io sento di amare come un figlio”.

E’ quanto ha affermato Paolo Gabriele, ex maggiordomo di Benedetto XVI, nella sua deposizione al processo che lo vede accusato del furto aggravato di documenti riservati del Pontefice.

“Non sono stato solo io nel corso di questi anni a fornire documenti alla stampa”, ha detto Paolo Gabriele, che poi ha sottolineato: “Non ho avuto complici, nel modo più assoluto”, ribadendo di aver agito da solo nel fotocopiare documenti che si trovavano nella segreteria particolare del Santo Padre, il quale, a suo avviso, era “manipolato”. “Nel tempo – ha aggiunto Gabriele – ho maturato la convinzione che è facile manipolare la persona che ha un potere decisionale così enorme. A volte, quando sedevamo a tavola, il Papa faceva domande su cose di cui doveva essere informato”.

Intanto, in seguito alle affermazioni del difensore Cristiana Arru durante il processo, e su invito del presidente del collegio giudicante, Giuseppe Dalla Torre, il promotore di giustizia vaticano Nicola Picardi ha aperto un fascicolo per accertare se ci siano stati eventuali abusi nella detenzione di Gabriele.

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