Italia

Legge stabilità: tagli all’Irpef, l’Iva cresce di un punto

Vittorio GrilliROMA. Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di stabilità dopo quasi sette ore di riunione. E ha dato il via libera anche alla riforma del titolo V della Costituzione, quella che riguarda i rapporti tra Stato e Regione, come era stato annunciato in precedenza.

Una legge di stabilità che non contiene una manovra per ridurre il deficit ma interventi che possono essere quantificati in 10 miliardi, secondo quanto ha spiegato il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.

Il Governo ha approvato la riduzione di un punto dell’Irpef su due aliquote: quella che riguarda lo scaglione fino a 15mila euro che dal 23 passa al 22% e quella fino a 28mila euro che passa da 27 al 26% dal primo gennaio 2013. Tra le varie misure anche quella secondo cui pure le pensioni di guerra e di invalidità saranno soggette ad Irpef. Secondo quanto si è appreso, il ddl non ha però azzerato completamente l’aumento di due punti Iva che sarebbe partito a luglio: l’Iva crescerà di un solo punto dal 10 all’11% e dal 21 al 22%.

“Oggi possiamo vedere e toccare con mano che la disciplina di bilancio paga e conviene perchè ci ha consentito di non dover rincorrere di continuo la congiuntura” e che “ci si può permettere qualche moderato sollievo» come «un inizio di riduzione dell’Irpef”. Così il premier Mario Monti in conferenza stampa. “Speriamo che gli Italiani vedano in queste decisioni prese nella legge di stabilità, che non sono modificazioni della rotta, che questa stessa rotta ha un senso”. Il premier è poi intervenuto sulle future riforme costituzionali, a cui il decreto ha dato via libera: “Il nostro governo si è dedicato al compito di prendere misure per accrescere la competitività dell’Italia e rimuovere alcuni impedimenti strutturali, ma abbiamo riscontrato che un ostacolo tra i molti risiede in alcuni particolarità istituzionali, in particolare alcuni aspetti del Titolo V della Costituzione”.

A regime, il risparmio derivante dalla spending review è di 3,5 miliardi. Le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa “aggredibile” pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l’acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti. Il Cdm ha poi deciso di istituire nella legge di stabilità un Commissario anticorruzione che presiederà la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche.

Tra i vari provvedimenti anche l’operazione “cieli bui” per il risparmio energetico e per contenere la spesa pubblica. In un decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, nonché con il ministro dell’Economia, si legge nella bozza della legge, “sono stabiliti standard tecnici di fonti” di illuminazione in ambiente pubblici e “misure di moderazione del loro utilizzo”.

Nella stessa serata di martedì è esploso un caso con il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, che aveva dichiarato a “Ballarò”: “Spero di non essere smentito dal Consiglio dei Ministri ma l’idea è quella di tagliare di un punto le aliquote Irpef più basse, dal 27 al 26 e dal 23 al 22 dal prossimo anno”. Ma la smentita arriva, a stretto giro: “La Presidenza del Consiglio dei Ministri – si legge in una nota di Palazzo Chigi – fa presente che qualsiasi indiscrezione sui contenuti della legge di stabilità, attualmente in discussione nel Consiglio dei Ministri, è destituita di ogni fondamento, anche se proveniente da Ministri o Sottosegretari, anche nel corso di trasmissioni radio-televisive”. Alla fine i tagli sono stati proprio quelli che aveva indicato Polillo.

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