Italia

Concordia, Schettino in aula attacca la Costa

Francesco Schettino GROSSETO. La difesa del comandante Francesco Schettino si è presentata in aula con numerose domande di chiarimento da fare sulla perizia sul naufragio della Costa Concordia.

Sono circa 200 le osservazioni che l’avvocato Bruno Leporatti e i suoi assistenti espongono al gip e al contraddittorio con le parti. L’udienza di giovedì è dedicata a un lungo intervento della difesa di Schettino. Intanto, secondo quanto riporta il Corriere Fiorentino, ci sarebbe un undicesimo indagato nell’inchiesta, il secondo che si aggiunge mentre l’incidente probatorio, apertosi a marzo, era già in corso. L’ultimo indagato sarebbe un ufficiale della nave.

La difesa di Schettino sta cercando poi di mettere in evidenza profili di colpa di Costa Crociere. Secondo quanto si è appreso, al momento i rilievi di Leporatti e degli altri legali si concentrano su eventuali carenze ed errori della compagnia.

L’errore di virata del timoniere indonesiano ad un ordine di Schettino nell’avvicinamento al Giglio per “l’inchino” è giudicato assolutamente ininfluente da parte del collegio dei periti del gip: lo ha detto l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone rivolto al difensore di Schettino.

I periti hanno poi ribadito che i 13 secondi “pagati” con la virata sbagliata non cambiarono nulla e anche se il timoniere avesse eseguito bene l’ordine, la nave avrebbe urtato comunque.

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