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Marino: “Il Napoli finora non ha accusato l’assenza di Lavezzi ”

 Pierparolo Marino, attuale dg dell’Atalanta, ha parlato ai microfoni di “Radio kiss Kiss” con il suo solito atteggiamento pacato ed intelligente.

Mercoledì sera la sua Atalanta sfiderà il Napoli di Mazzarri. Per Marino non è mai stata una partita come le altre: “Nella mia carriera ho giocato tante volte da ex contro il Napoli. E per me non riesce ad essere una partita qualsiasi, indubbiamente è una sfida particolare, inutile negarlo”.

I partenopei hanno ceduto Lavezzi al Psg, ma, stando alle parole del dirigente atalantino, l’assenza dell’argentino non si è ancora sentita: “Mi sono chiesto quanto il Napoli soffra in campo per l’assenza di Ezequiel ad inizio anno, soprattutto nei panni del manager che ha portato il ‘Pocho’ inItalia. Credo sia prematuro pensarlo, il Napoli sta facendo bene, in campionato ha trovato un eccellente equilibrio, con un’ossatura di squadra molto solida, giocatori importanti. Per ora il campionato dice che l’assenza del ‘Pocho’ non si sente, ma le cose vanno viste a lunga scadenza. Al momento ammetto che il Napoli non sta risentendo della partenza di Lavezzi”.

L’Atalanta ha dei limiti: “Combattiamo da sempre con l’emergenza, dall’inizio della stagione. Le contemporanee assenze diBiondinieCigarinici potrebbero far schierare lo stesso asse centrale che fu protagonista lo scorso anno al ‘San Paolo’. Noi dobbiamo pregare per recuperare gli acciaccati, solo domattina avremo la certezza della loro disponibilità”.

Edison Cavani non ci sarà per la partita con l’Atalanta, Marino non si sbilancia: “Nella mia carriera se gufavo un avversario affinchè non giocasse, chi lo sostituiva faceva sempre gol. Dobbiamo solo pensare a noi.Dall’esterno non ho facilità nel giudicare il turnover diMazzarriin Europa.Naturalmente il Napoli deve avvicendare i propri titolari tra campionato in coppa, se è più giusto farlo in parte è una strategia in cui non metto becco”.

Si parla spesso di sudditanza psicologica: “ Non si può dire che non esista – dice Marino-. Quando ero dirigente all’Avellino siamo usciti tante volte sconfitti, per episodi a favore delle grandi squadre. Se un’ingiustizia subita coinvolge interessi editoriali o di classifica maggiori, ha risonanza, viceversa ne ha molto meno. Faccio un esempio: era più clamoroso il gol annullato aDenisinRoma-Atalantae nessuno ha parlato di Roma favorita. ACataniala tv dimostrò che c’era stato un pugno diBergessioin area di rigore aLucchini, nemmeno sanzionato. La sudditanza c’è, inutile negarlo”.

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