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Armenia-Italia, una partita che vale molto più di quello che sembra

 “Se battiamo l’Italiadomani,dopo la partita fate un giro per la piazza centrale e guardate: sarà festa nazionale il calcio, anzi lo sport, è l’orgoglio di questo Paese.

Tra me ePrandelli sarà come una partita a scacchi, perché il calcio è come trovarsi di fronte a una scacchiera: non contano i piedi, ma la testa”. Con queste parole ha esordito Vardan Minsayan, ct dell’Armenia, in occasione della conferenza stampa della vigilia di Armenia-Italia.

“Tutti hanno un punto debole. Io credo che questa Nazionale giochi un grande calcio rispetto al passato, una volta eravate famosi per la tecnica difensiva chiamata ‘catenaccio’, ora con Prandelli è un’altra cosa – dice il 38enne allenatore dello nazionale euroasiatica -, l’Italia è più squadra, più flessibile, maggiormente votata all’attacco. Dall’Europeo in poi, è un’altra cosa. Attorno a Buffon, De Rossi e Pirlo, Prandelli sta lavorando sui giovani: ma il gioco nasce quasi sempre da Pirlo, il migliore. È chiaro che nella zona del regista dell’Italia saremo più aggressivi. Poi qualche punto debole lo hanno anche loro. La verità è che per vincere servirà un pò di fortuna. Ai miei ragazzi prima di scendere in campo dirò che nelle ultime due partite siamo stati criticati perché abbiamo giocato troppo sulla difensiva: il pubblico si aspetta che attacchiamo, quindi avanti, aggrediamoli!”.

Allo stadio Hrdazan saranno presenti circa 30mila tifosi per una sfida che si preannuncia dura sulla fase mediana. Bisogna comunque dire che le assenze di Pizzelli e Ghazaryan, per squalifica, oltre che dello stesso Airapetian, fermato da un infortunio, tolgono tanto alla selezione locale.

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