Esteri

Turchia-Siria, spirano venti di guerra

 DAMASCO. Venti di guerra fra Siria e Turchia: Ankara ha risposto ieri sera, bombardando obiettivi siriani lungo il confine, …

… a un colpo di mortaio sparato in giornata dal territorio siriano (mentre erano in corso scontri a ridosso della frontiera tra forze governative di Damasco e ribelli siriani) caduto nella cittadina turca di Akcakale, causando cinque morti: una donna e quattro suoi figli. Nella notte nuovi tiri d’artiglieria sparati da postazioni turche di confine hanno provocato la morte di almeno cinque soldati siriani e il ferimento di oltre 15 militari. Il parlamento turco è in procinto di discutere l’autorizzazione al governo a ordinare azioni militari in zone del territorio siriano a ridosso della frontiera comune.

La tensione si è fatta altissima fra i due vicini mediorientali dopo mesi di improvvise impennate e di periodi di relativa calma. Mai come ora i due Paesi sono vicini ad un conflitto dalle conseguenze imprevedibili per tutta la regione.

Una riunione urgente della Nato è stata convocata nella notte a Bruxelles su richiesta della Turchia dopo un colloquio telefonico fra il ministro degli Esteri di Ankara Ahmet Davutoglu e il segretario dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen. Durante il vertice gli alleati Nato hanno espresso «solidarietà» alla Turchia. La riunione è stata convocata in base all’articolo 4 del Trattato che prevede l’obbligo di consultazioni tra alleati su richiesta di uno Stato membro che si senta minacciato da un’intervento esterno. Non è chiaro al momento se la Turchia intenda appellarsi anche all’articolo 5 Nato, che prevede l’assistenza di tutti gli alleati a un Paese membro che subisca una aggressione.

“Gli attacchi della Siria alla Turchia sono una flagrante violazione della legge internazionale e la Nato ne chiede l’immediata cessazione”: è quanto si legge nel comunicato del Consiglio Atlantico della Nato. “I colpi di mortaio caduti in territorio turco che hanno provocato 5 vittime tra cittadini turchi e molti altri feriti costituiscono una causa di grande preoccupazione e sono fortemente condannati da tutti gli alleati. Nello spirito della indivisibilità della sicurezza e della solidarietà che deriva dal trattato di Washington, l’Allenza sta al fianco della Turchia, chiede l’immediata cessazione di questi atti così aggressivi contro un alleato e urge il regime siriano a cessare queste flagranti violazioni della legge internazionale”.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon invita il governo siriano a “rispettare pienamente l’integrità territoriale dei Paesi vicini”, e a “porre fine alla violenza contro la popolazione”. Ban in una nota ribadisce inoltre come la militarizzazione del conflitto in Siria stia portando a “risultati tragici” per i civili nel Paese, ma anche producendo pericoli crescenti per i Paesi confinanti.

Giovedìcolloquio tra i membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e l’ambasciatore turco alle Nazioni Unite sugli incidenti avvenuti al confine tra Siria e Turchia e sulle tensioni che ne stanno seguendo.

La Casa Bianca condanna i colpi di mortaio siriani caduti in territorio turco che hanno fatto diverse vittime. “Siamo accanto ai nostri alleati turchi – afferma Washington – Tutti i Paesi responsabili dovrebbero dire chiaramente che è il momento per Assad di farsi da parte, dichiarare il cessate il fuoco e iniziare il processo di transizione politica”. E il governo americanotorna in pressing sugli altri paesi, sull’onda degli odierni incidenti di confine fra Siria e Turchia, affinché spingano per l’uscita di scena del regime di Assad, per un cessate il fuoco e per l’avvio di una transizione politica a Damasco.

La Siria ha fatto sapere di aver avviato un’indagine per determinare l’origine del colpo di mortaio che ha colpito la Turchia e ha fatto le condoglianze al popolo turco, affermando che rispetta la sovranità dei Paesi confinanti. Inoltre ha invitato Stati e governi ad agire con saggezza e razionalità. Le dichiarazioni sono state fatte dal ministro dell’Informazione siriano, Omran Zoabi, in un comunicato citato dalla televisione ufficiale siriana. “Le parti interessate studiano attualmente l’origine del colpo contro la Turchia” ha aggiunto Zoabi, sottolineando “le sincere condoglianze alle famiglie delle vittime e ai nostri amici, il popolo turco”.

La posizione dell’Italia. “La richiesta di autorizzazione al parlamento turco a operazioni militari oltre confine è una valutazione che dà il governo di Ankara e credo che sia perfettamente legittimato a chiederla – dice il ministro degli Esteri, Giulio Terzi – Finora si è rimasti nell’ambito dell’articolo 4 sul piano della concertazione politica fra paesi dell’Alleanza, ma anche nel Consiglio Nato di questa notte è stato riaffermato il principio della indivisibilità della sicurezza, al quale i membri dell’Alleanza tengono molto”. “Sul piano della sicurezza il Consiglio di sicurezza dell’Onu – ha aggiunto Terzi – è paralizzato e di conseguenza la comunità internazionale è impotente per quanto riguarda anche la possibilità di dispiegare una missione in Siria che noi italiani da tempo auspichiamo poter essere veramente incisiva e determinante per la cessazione delle violenza. Ma tutto questo non è possibile se il Consiglio di sicurezza Onu non funziona”.

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