Esteri

Sandy lascia New York: 22 morti e milioni di danni

 NEW YORK. L’uragano Sandy se ne va con la stessa velocità con cui si è abbattuto: adesso comincia la conta dei danni e delle vittime a New York e il numero è in costante crescita.

22 i morti solo nella Grande Mela a fronte dei 55 che si contano in tutti gli States e inserendo anche quelli di Caraibi e Hawaii il numero sale vertiginosamente. L’uragano, declassato ormai a tempesta tropicale, si sposta, perdendo forza, verso il Canada, ma lascia dietro di sé danni e distruzione. Al momento il ciclone post-tropicale (aveva perso la connotazione di uragano poco prima di toccare terra) si trova sopra la Pennsylvania, a circa 500 chilometri a nordovest di Philadelphia. I venti massimi soffiano a 64 chilometri orari.

Negli States otto milioni di abitazioni e imprese sono senza elettricità, con gli alberi caduti per la forza del vento che hanno interrotto le linee. La ricostruzione dopo il passaggio di Sandy potrebbe essere tra le più costose di sempre, visto che il calcolo iniziale dei costi, tra i 30 e i 50 miliardi di dollari, potrebbe essere rivisto al rialzo. L’ampiezza del ciclone, che si è abbattuto su circa 1.500 chilometri, è la maggiore mai registrata nell’Oceano Atlantico, e serve a spiegare la portata dei danni, insieme al fatto che Sandy si è abbattuta in una zona degli Stati Uniti densamente abitata, e che rappresenta, con i suoi dodici Stati, il 23% del prodotto interno lordo. Una grande perdita per la città governata da Michael Bloomber, che in qualità di sindaco, quanto di cittadino newykorese, è in prima linea ricostruire la città. La situazione nella Grande Mela continua ad essere difficile. Gran parte di Manhattan è ancora al buio, soprattutto nella parte meridionale, la Lower Manhattan, che è stata la più colpita dalle inondazioni. E si teme che il blackout vada avanti per giorni.

La metropolitana di New York resta bloccata, mentre dalle sette locali riaprono gli aeroporti John Fitzgerald Kennedy di New York e Newark Liberty del New Jersey. Gli scali offriranno comunque servizi limitati. Resta chiuso l’aeroporto LaGuardia di New York, così come le scuole della città. Ma nonostante la devastazione che ancora si vede nella grande mela, la popolazione vuole andare avanti, rimboccarsi le maniche e ripartire lì dove è passato l’uragano. La gente vuole lasciarsi alle spalle la furia della tempesta il prima possibile. I turisti girano per la piazza simbolo di Manhattan e cercano rifugio dalla pioggia che ha ripreso a scendere incessante nei pochi bar aperti. Altri camminano lungo la Quinta Strada in cerca di qualche negozio con le serrande alzate. Domani riaprirà Wall Street: i sistemi non sono stati danneggiati.

Anche il Papa è intervenuto con un messaggi di solidarietà e preghiera a favore dei residenti a Mantthan, la zona più colpita: “Offro le mie preghiere per le vittime ed esprimo la mia solidarietà verso tutti coloro sono impegnati nell’opera di ricostruzione”. Ovviamente il fenomeno Sandy avrà delle ripercussioni sulle elezioni Barack Obama e Mitt Romney in queste ore fanno i conti con le conseguenze del disastro sul voto del 6 novembre. Entrambi hanno cancellato tutti gli eventi elettorali, ma è chiaro che un “effetto Sandy” sul voto ci sarà. Il presidente americano è atteso in New Jersey, insieme al governatore dello Stato, Chris Christie. “Ci piacerebbe molto averlo, ma ora abbiamo troppe cose da fare”, ha detto Micheal Bloomberg parlando con i funzionari della Casa Bianca dell’opportunità che Obama faccia tappa anche a New York per visitare le zone maggiormente colpite da Sandy.

Il presidente Usa Barack Obamaha dichiarato lo stato di “grave catastrofe” per lo stato di New York. Dichiarato lo stato di calamità anche per il New Jersey dove il presidente si recherà per visionare assieme al governatore Christie i danni causati dall’uragano. Obama parlerà ai cittadini e ringrazierà gli operatori dei servizi di emergenza che hanno messo la loro vita a rischio per proteggere la loro comunità. Anche il New Jersey è devastato.Qui la devastazione è stata definita inimmaginabile, dal governatore dello Stato, Chris Christie, parlando di intere aree completamente sommerse dalle acque – tra cui la Jersey Shore, l’area costiera – e di danni a strade, ferrovie, ponti. Nel Nord del New Jersey una diga si è rotta, allagando le città di Monachie, Little Ferry e Carlstadt con oltre 1 metro d’acqua. “Siamo impegnati nei soccorsi”, ha detto una dirigente della contea di Bergen, Jeanne Baratta. Secondo Baratta, le tre città sono state “devastate” dall’inondazione.

In queste ore arriva la conferma del ritrovamento del corpo di uno dei dispersi del Bounty.I soccorritori hanno recuperato il corpo di uno dei due membri dell’equipaggio della nave copia del Bounty, la HMS Bounty, dati per dispersi al largo della Carolina del nord dopo che l’imbarcazione, che si era imbattuta nell’uragano Sandy, ha iniziato a imbarcare acqua. Stando alla Guardia Costiera, il corpo di Claudene Christian, 42 anni, è stato trovato dall’equipaggio di un elicottero MH-60 Jayhawk. Risulta tuttora disperso il capitano della nave, il 63enne Robin Walbridge. Ieri erano stati tratti in salvo gli altri 14 membri dell’equipaggio.

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