Cesa

Idrico, Liguori: “Chiesto alla Regione un tavolo di trattativa”

Cesario LiguoriCESA. La necessità di dare una corretta informazione ai cittadini mi spinge a comunicare lo stato delle cose in relazione ai rapporti con il Consorzio idrico di Terra di Lavoro.

All’assemblea del consorzio in data 18/09/2012, di fronte ad un disavanzo accertato di 1.900.000 euro per il 2010 e di 5.000.000 di euro previsti per il 2011, con la proposta d un piano di rientro che prevedeva l’aumento del 40% delle tariffe delle utenze private, nel chiedere il rinvio per la riformulazione del piano, il sottoscritto affermava testualmente: “Se si dovesse in data odierna procedere alo svolgimento dell’assemblea, non voterei un piano di rientro che non dia certezze di una inversione della storica tendenza di questo consorzio a non realizzare il pareggio di bilancio e che soprattutto comporti incrementi di tariffe per le utenze dei singoli cittadini, invece che agire con maggiore incisività su voci di spesa quali quelle relative al Consiglio di Amministrazione, al personale ed al contenzioso, né voterei mai un bilancio di previsione 2012 che non tenga conto di tali principi”.
In attesa di una nuova assemblea, l’08/10/12 è stato notificato al Comune di Cesa un atto di diffida e messa in mora da parte di Acqua Campania ( la società che fornisce l’acqua) che pretende dal Comune i canoni 2011 e 2012 per un importo di oltre 372.000 euro, canoni che per contratto il Consorzio avrebbe dovuto riscuotere versare alla società.
Da parte sua, Acqua Campania non tiene assolutamente conto della Convenzione tra Comune e Consorzio, in quanto, nonostante alcune diffideda parte del Comune, si rifiuta di intestare il contatore generale di Cesa al Consorzio perché moroso per centinaia di milioni di euro nei suoi riguardi. In pratica, il Comune da un lato è ancora responsabile nei confronti del fornitore in quanto intestatario del contatore, dall’altro è legato al Consorzio in virtù di una convenzione che lo obbliga, in caso di recesso, a farsi carico per la sua quota del passivo del Consorzio stesso. Se è vero che ci sarebbero gli estremi per innescare un contenzioso giudiziario è anche vero che avrebbe tempi lunghissimi e costi economici rilevanti.
Per tali motivi, e consapevole di tutto questo, il sottoscritto, come preannunciato nell’ultimo consiglio comunale,prima ancora che gli fosse notificata la diffida di Acqua Campania, in data 05-10-12, chiedeva all’Assessore Regionale al Ciclo delle acque, dottor Romano, l’attivazione di un tavolo di trattativa tra Comune di Cesa, Acqua Campania, Consorzio Idrico e Regione Campania per individuare un percorso che ci facesse uscire dalla impasse che si è creata, prevedendo anche la fuoriuscita del Comune dal Consorzio. Prendo altresì atto della posizione responsabile e costruttiva espressa dal consigliere Guida.
Per quanti volessero approfondire allego il testo integrale della lettera scritta all’Assessore in cui si ricostruisce la storia di tutta la vicenda.
ALL’ASSESSORE REGIONALE
All’Ecologia – Tutela dell’ambiente e disinquinamento –

Programmazione e gestione dei rifiuti

– Ciclo Integrato delle Acque

OGGETTO: PROBLEMATICHE CONSORZIO IDICO TERRA DI LAVORO.

Il Sindaco del Comune di Cesa

Premesso che con delibera di C.C. n. 6 del 18/03/2009 il Comune di Cesa ha aderito al Consorzio Idrico Terra di Lavoro;

Che con delibera di C.C n. 18 del 30/3/2012 ha approvato la carta dei servizi del C.I.T.L. e approvato il relativo schema di convenzione per l’affidamento della gestione del servizio idrico al C.I.T.L;

CHE in data 06/05/2012 è stata stipulata la convenzione disciplinante i rapporti tra i l Comune di Cesa e il CITL per la gestione del servizio idrico, con effetto dal 01/01/2011 per quanto riguarda il servizio di fatturazione e riscossione dei canoni idrici.

Che i commi 11 e seguenti dell’art. 5 sanciscono l’obbligo in capo al C.I.T.L.
a) di fatturare e riscuotere dall’utenza, unitamente agli importi relativi ai consumi d’acqua, il corrispettivo dei servizi di fognatura e depurazione delle acque reflue sulla base della tariffa unitaria per mc. stabilita dalla Regione Campania,
b) di comunicare alla Regione Campania e al Comune, ad avvenuta emissione delle singole liste di carico, l’elenco dei contribuenti assoggettati al servizio di fornitura acqua, di fognatura e depurazione di acque reflue, la quantità in mc. di acqua consumata dal singolo utente, il corrispettivo complessivamente fatturato,
c) a riversare al Comune di Cesa, entro 30 giorni dalla riscossione, i corrispettivi incassati per i servizi di fognatura e depurazione acque reflue.

EVIDENZIATO che a tutt’oggi il C.I.T.L. non ha ancora completato la procedura amministrativa di regolarizzare tutte le utenze allacciate alla rete pubblica.

Che NON ha ancora provveduto all’approvazione delle liste di carico dei canoni idrici per l’anno 2011 e di conseguenza non provvedendo al rispetto degli obblighi di cui all’art. 5 comma 11 e seguenti.

Che nonostante le varie diffide inoltrate al C.I.T.L. ( PROT. 2700 del 04/04/2011 – prot. 6644 del 28/10/2011 – 3150 del 15/05/2012), il C.I.T.L. non ha ancora provveduto alla voltura delle utenze di approvvigionamento (matricola 02WF034444 – 05XK009724) dall’Acqua Campania spa, con la consequenziale fatturazione a carico del Comune di Cesa delle forniture idriche relative all’anno 2011 ( € 257.336,00) e del primo semestre 2012 ( €114.953,28 ).

Che per tali fatture il Comune ha provveduto alla sistematica trasmissione delle stesse al C.I.T.L. con contestuale diffida al pagamento;

RICHIAMATA la nota dell’Acqua Campania spa del 20/02/2012 con la quale comunicava la impossibilità di volturare i contratti di fornitura richiesti dal direttore generale del C.I.T.L. prot. 0017905 del 09/11/2011 per le ingenti somme di cui il C.I.T.L. è debitore nei confronti di Acqua Campania.

Considerato che questa situazione di immobilismo e stallo da parte del C.I.TL. sta generando seri problemi finanziari in capo al Comune di Cesa, per la messa in mora da parte dell’Acqua Campania e i successivi atti di precetto per il pagamento delle somme fatturate e non pagate per le annualità 2011 e 2012 all’Acqua Campania e all’ impossibilità di riversare alla Regione Campania la quota dei corrispettivi di raccolta e depurazione di competenza, con consequenziali eventuali responsabilità amministrative per danno erariale in capo ai soggetti rappresentanti l’Ente.

Tutto ciò premesso chiede di attivare un tavolo di incontro da Voi presieduto coinvolgendo il Comune di Cesa, il Consorzio Idrico, l’Acqua Campania e la Regione Campania al fine di individuare la migliore soluzione per uscire da tale impasse, scongiurare responsabilità amministrative in capo al Comune di Cesa legate ai mancati canoni riscossi e ai mancati pagamenti in favore dei fornitori di acqua e gestori del servizio di depurazione e garantire una regolarità nella gestione del servizio idrico, valutando anche la possibilità di assicurare la risoluzione del contratto di affidamento del servizio e la fuoriuscita del Comune dal C.I.T.L.

Sicuro di un riscontro alla presente, porgo cordiali saluti.

Cesa lì, 05/10/2012
IL SINDACO DEL COMUNE DI CESA

DR. Cesario LIGUORI

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