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Casapesenna, Insieme per Cambiare: “Fallimento del sistema amministrativo”

PiccoloCASAPESENNA. La commissione straordinaria con delibera numero 6 del 16/10/2012 ha dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Casapesenna.

L’ex gruppo di opposizione – Giuseppe Piccolo, Mario Fontana e Costantino Diana nell’apprendere la triste notizia afferma: siamo amareggiati, questo è il sentimento che abbiamo avvertito nella visione della delibera della Commissione Straordinaria. Chi pagherà di più per il dissesto saranno i cittadini.
Amareggiati per un dissesto che a noi della minoranza non ci appartiene, non perché erano fuori dalla giunta, dall’amministrare il paese ma perché dai banchi della minoranza abbiamo sempre elevato un grido allarmanteper la situazione di profondo indebitamento. Abbiamo sempre denunciato e segnalato in consiglio comunale l’ incongruenza di diverse partite di entrate di bilancio, cioè crediti non esigibili (Ici, Tarsu, canone idrico e oneri di urbanizzazione prescritti) che hanno creato un buco di bilancio “ ben occultato” purdi avere spese certe, il tutto a danno dei casapesennesi.
A queste nostre remore la maggioranza ha sempre risposto con superficialità, deridendo, beffeggiando anche burlando. Infatti non possiamo dimenticare quando in una nostra relazione sul consuntivo dicemmo che era necessario centellinare i residui attivi e avviare un accertamento e verifica delle utenze, per evitare due pesi e due misure (chi paga il doppio e chi non paga),aggiungemmo che era necessario controllare la spese e che l’amministrazione concentrasse le proprie energie a risanare i conti per evitare l’indebitamento. A queste nostre dichiarazioni l’amministrazione rispose pubblicamente che non eravamo in grado di saper leggere un bilancio. Scrivemmo al Prefetto e aimè, oggi la delibera di dissesto ci dà una triste ragione. Chiedemmo un albo dei professionisti e delle ditte per avere una spesa più oculata ed ora ci troviamo sommersi da una valanga di spese legali.
A tal proposito, il problema campo sportivo, dove il Comune è stato condannato a pagare una somma ingente, che ha contribuito in modo significativo al dissesto (spese legali e risarcimento danni). Questione che è balzata agli onori di cronaca per l’intervento addirittura della Corte Costituzione (Sent. n. 293 del 2010) e ha visto il Comune soccombente in tutti i gradi di giudizio! Noi denunciammo tutto in consiglio (abbondonando la seduta)e sulla stampa chiedendo come mai il perseverare in giudizio su un esproprio chiaramente irregolare ma fummo accusati pubblicamente di voler vedere il campo “distrutto”.
Adesso i cittadini devono pagare un dissesto perpetrato per 15 anni dagli stessi amministratori, cittadini che hanno costantemente pagato e subìto le conseguenze di un metodo amministrativo poco efficiente e scarsamente volto all’interesse del bene comune.”In primo luogo ha grosse responsabilità il sindaco che ha attuato politiche economiche e sociali che hanno portato con evidenza macroscopica al dissesto del bilancio comunale. Sono responsabili i predetti amministratoriche sapevano di approvare annualmente dei bilanci che in realtà non rispettavano il patto di stabilità, i dirigenti di settore che per anni hanno quasi legittimato tali amministrazioni senza mai opporsi agli atti sui quali comunque veniva richiesto il parere favorevole di competenza e di congruità”.
Le azioni amministrative “scellerate” che hanno portato al dissesto sono state basate sulla “consapevolezza dell’inesistenza di controlli severi da parte degli organi dello Stato preposti e riponendo la fiducia nella mancanza di azioni penali per chi si trovasse ad attuare politiche di spreco”.
Il sistema amministrativo del Comune di Casapesenna, volendolo analizzare nel suo insieme, ha pressoché gli stessi vizi e difetti di quello che tutti oggi giorno solitamente chiamano “lo sporco sistema politico italiano”. Quindi a Casapesenna come nel resto del paese c’è bisogna di una maggiore consapevolezza, trasparenza e soprattutto rinnovamento sia di uomini ma soprattutto di “sistema politico”.
“Insieme per Cambiare” (ex gruppo di opposizione)

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