Aversa

Strisce blu: illegittime interdittive antimafia. Scontro Comune-Smart

 AVERSA. Sono illegittime le interdittive antimafia del giugno scorso contro il Consorzio Icaro, una delle società che, nell’ambito Consorzio Urbania Vivere la Città, in associazione temporanea di imprese, ha gestito sino a qualche settimana fa il servizio di sosta ad Aversa.

Alla sentenza del luglio scorso, che cancellava una precedente interdittiva della Prefettura di Caserta nei confronti della Smart Project s.r.l., si aggiungono queste nuove decisioni che gettano ancora più scompiglio e incertezza in una vicenda nella quale appare sempre più difficile trovare il bandolo per poterne venire a capo. Infatti, all’annullamento delle interdittive bisogna aggiungere la decisione di revocare il servizio da parte dell’amministrazione comunale di Aversa e il contenzioso milionario tra il comune, da un lato, che chiede Tosap e Tarsu per circa due milioni di euro, e la Smart Project che ha notificato al Comune citazioni per ottenere un mega risarcimento danni a seguito della revoca, a loro parere illegittima, del servizio di sosta.

Il tutto inizia nell’estate di un anno fa, a fine luglio 2011, quando, a seguito di un’interdittiva antimafia, l’allora amministrazione guidata dal sindaco Domenico Ciaramella revoca il contratto con la ditta destinataria del provvedimento prefettizio e, nello stesso tempo, per assicurare la gestione del servizio di sosta, concede una proroga nelle more di espletamento di una nuova gara. Nel frattempo, la società propone ricorso al Tar Campania, che lo rigetta, ritenendo giuste le decisioni della prefettura e del comune di Aversa. Da qui l’appello al Consiglio di Stato che dà ragione alla ditta nel luglio 2012.

Intanto, però, a maggio scorso si è votato ed è stato eletto sindaco Giuseppe Sagliocco, nemico giurato di questo sistema di gestione delle strisce blu che, di conseguenza, tra i suoi primi atti ha adottato la revoca del servizio al 31 luglio, oltre a revocare la gara precedente dove si erano già avute anche delle offerte, perché non ha ritenuto il capitolato rispondente alle esigenze della città.

Sempre in questi mesi, la società in questione veniva raggiunta da altre due interdittive antimafia, che ora sono state annullate. Tra comune e società inizia una guerra a colpi di ingiunzioni. Per l’assessore ai tributi Guido Rossi: “Ad oggi, risultano crediti del Comune di Aversa nei confronti dell’Ati per circa un milione e duecento mila euro per la Tosap e 55mila euro per la Tarsu oltre a 340mila euro da Icaro per la Tarsu, 276mila euro per canoni e 15mila relativi alle ganasce. Ossia, poco meno di due milioni di euro complessivi”. Si tratta, si badi, di crediti che sono stati riconosciuti anche nel primo grado della giustizia tributaria.

Immediata la risposta da parte della Smart Project che ha inviato al Comune di Aversa una richiesta giudiziale per il pagamento di danni milionari che le società facenti parte dell’Ati avrebbero subito.

Cosa accadrà ora? Per il sindaco Sagliocco non c’è, in pratica, nulla di nuovo. “Parlare di richiesta di risarcimento danni da parte dell’Ati di cui fa parte anche la Smart Project è ridicolo. Sono i dati a dirlo. Per quanto ci riguarda, come amministrazione, andremo avanti nelle richieste di pagamento di quanto dovuto. Per quanto concerne la nuova organizzazione del servizio in proprio, ad oggi, detratte le spese abbiamo un guadagno effettivo, dopo meno di due mesi, di cinquantamila euro per le casse comunali, avendo anche raggiunto in pieno i tre obiettivi che ci eravamo prefissati: salvaguardia del posto per i 14 addetti attualmente impegnati; cittadini non vessati; più entrate per le casse comunali”.

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