Aversa

Capannone, Santulli: “E’ un investimento per la città”

Paolo SantulliAVERSA. “Cinque anni fa, insieme ad altri consiglieri, votammo contro l’acquisizione di questo immobile. Al di là del valore affettivo, il Capannone costa troppo.

Non possiamo permetterci di spendere un milione e mezzo di euro complessivamente per avere una palestra di quartiere poco funzionale, considerato che i servizi igienici si raggiungono solo uscendo fuori dalla struttura. Nessun privato farebbe un investimento di questo tipo, al di là di quella che poi sarà la sorte del Capannone”. Questo quanto dichiarato nei giorni scorsi dal consigliere comunale Michele Galluccio. Un’affermazione che non trova d’accordo Paolo Santulli, promotore dell’acquisizione alla città di un immobile che la casta politico-affaristica aversana sembra già aver deciso, invece, di dirottare presso altri lidi.

Un’affermazione che per Santulli è errata considerando che il bene è costato 400mila euro a fronte di una stima Ute di 850mila e che altri 600mila euro sono stati concessi dal ministero competente a fondo perduto. Inoltre, sia Michele Galluccio che l’esponente di ‘Noi Aversani’ Paolo Galluccio, erano stati sottoscrittori di un appello al comune ad acquistare il Capannone.

“Come si può dedurre dalle cifre, al di là delle teorie dei novelli azzeccagarbugli, l’acquisizione del Capannone è un investimento. Nel 2005 l’Ute valuta la proprietà, nello stato in cui è, 857.144,51 euro. Il prezzo oggi è molto aumentato. Noi abbiamo pagato 428.527, 25 euro, pari al 50 % del valore. Con i 600mila euro, ottenuti come contributo dal Ministero, Legge Mancia, si sventrerà e si rifarà tutto, compresi i nuovi spogliatoi nello stesso complesso, come da progetto preliminare e definitivo approvato dalla giunta con apposita delibera”.

Per l’ex parlamentare centrista la situazione è del tutto diversa: “Il valore si triplicherà, altro che. Investendo solo 428.527,51 euro dei contribuenti aversani avremo una proprietà del valore di oltre 2 milioni di euro. Io insisto perché in città si sente dire che alcuni politici e alcune forze politiche, chi per motivi elettorali, chi perché direttamente o indirettamente foraggiato, tentano di far saltare l’accordo di acquisto con la Regione in modo da favorire il privato interessato ad acquisire tutta la proprietà, compresa la parte che non ha ancora: il Capannone. Io non credo a queste voci ma, apprezzando l’insegnamento di Andreotti, vigilo e insisto”.

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