Santa Maria C. V. - San Tammaro

Consiglio aperto: il Governo chiamato a rispondere del tribunale

 SANTA MARIA CV. Il delitto ormai è stato consumato e il corpo giace in stato comatoso.

La pistola (il d.lgs 155 del 2012 ha decretato il ridimensionamento del tribunale di Santa Maria Capua Vetere la nascita del Tribunale Napoli nord) è a terra fumante ma, chi ha premuto il grilletto? Di chi sono le responsabilità per il varo di un provvedimento che ha messo in ginocchi il modello di giustizia “Caserta”? Sabato 22 settembre, per più di tre ore il teatro Garibaldi, sede del Consiglio comunale aperto, si è trasformato in una pseudo aula di giustizia con tanto di requisitoria fatta da personaggi di spicco, dell’avvocatura e non, dell’intera Terra di Lavoro.

La veemente introduzione dei fatti è stata fatta dal presidente dell’ordine degli avvocati del foro sammaritano.” Fino al 31 luglio- ha esordito Diana – avevamo avuto ampie rassicurazioni che il tribunale sammaritano non sarebbe stato toccato dal provvedimento. Nel giro di sette giorni di agosto tutto è cambiato: Cos’è successo? Che ci stanno a fare in Parlamento i nostri rappresentanti ?”.

“Una fitta nebbia di mistero aleggia sull’accaduto- ha proseguito l’avvocato Garofalo. Fare una legge di tale importanza in cinque giorni d’agosto equivale ad un agguato nella notte. La successiva sagra della politica locale per l’acquisizione della sede del nuovo tribunale ha dato vita ad una grottesca guerra tra Caserta( il sindaco Del Gaudio ha fatto una breve apparizione al Garibaldi) ed Aversa”.

Impeccabile è stata la disamina tecnica del Presidente della Camera Penale Raucci che ha messo in evidenza le incongruenze dell’applicazione della legge delega 148 del 2011 nella fattispecie. In primis, nei territori di mafia la legge per il riordino delle sedi giudiziarie prevede la relazione scritta della Dda mentre il procuratore Cafiero de Raho non ha mai inviato un parere a proposito. Il procuratore Lembo, il presidente del Tribunale Della Selva e nessun operatore di giustizia ha mai espresso parere positivo sullo scorporo dell’agro-aversano dalla sede giudiziaria naturale.

 In secondo luogo c’è un problema elementare di competenza procedurale. Un clan come quello dei casalesi, che insiste su tutta la provincia, troverebbe solo giovamento dallo spezzettamento delle indagini e del giudizio tra due tribunali.

Il terzo aspetto è quello economico. Il solo attrezzamento di aule bunker e apparati di videoconferenze, che a Santa Maria sono già presenti,comporterebbe costi elevati ed assunzione di personale in contrapposizione con i principi della spending review.

Incassato il sostegno alla protesta anche dal presidente dell’Ordine Notarile provinciale De Donato, l’attenzione si è concentrata sulla longa manus della politica.

Loro, i politici, non hanno certo risposto in massa all’invito a partecipare inviato dall’amministrazione sammaritana. Oltre al consigliere provinciale Mirra, ed a quelli regionali Oliviero ed Esposito, tra i tanto invocati Parlamentari casertani erano presenti solo Pina Picierno e Stefano Graziano.

L’onorevole Picierno, ha parlato come un vero e proprio “testimone informato sui fatti”. Lei ,che della famigerata Commissione Giustizia fa parte, ha giustamente attribuito “la paternità del decreto al governo Berlusconi e la volontà attuativa al governo Monti”. Il Ministro Severino ha marciato spedita verso la realizzazione del progetto di riordino della sede sammaritana nonostante le sue rimostranze . Tranne l’ordine forense, nessuna istituzione ha affiancato la sua pur autorevole voce di protesta, nemmeno al cospetto degli imminenti quanto lugubri scenari per la giustizia locale.

Non si tratterebbe di omicidio quindi,ma di un suicidio casertano.“Io ho un parere differente- ha spiegato l’onorevole Graziano. Il punto di fondo è che sul nostro territorio si sta giocando una incosciente partita elettorale. Bisogna evitare ogni campanilismo che possa prestarsi a strumentalizzazioni politiche. La questione del frazionamento del Tribunale provinciale, sembra solo l’ultimo atto dell’accentramento di risorse verso il napoletano com’è avvenuto per l’ urbanistica e per i rifiuti”.

 Bisogna, attraverso un atto formale, far si che nessun politico possa sottrarsi alle proprie responsabilità. L’atto in questione è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Redatto nei punti essenziali dagli avvocati e consiglieri Simoncelli e Stellato, invoca l’intervento governativo per rivedere l’applicazione a Caserta della legge delega 148 del 2011, tacciata di atecnicità evidente:basti pensare all’anomalia istituzione di due tribunali nella stessa provincia e il fatto che il foro di Santa Maria, chiaramente tribunale dell’intero distretto,sia stato equiparato ad una sede giudiziaria sub provinciale.

Nella speranza che l’unità dimostrata sia foriera di un decreto correttivo al più presto, il responsabile della mostruosità giudiziaria, che sia la politica quella con la “p” maiuscola o gli intessei imprenditoriali , quelli con tanti zero occultati nei bilanci, è stato “assolto in contumacia”; almeno fino alle politiche del 2013.

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