Italia

Bersani tenta di compattare il Pd: “Nessun patto, primarie aperte”

 ROMA. Secondo il famigerato “Papello” lanciato da Il Foglio e ripreso anche da altri organi di stampa, l’intesa tra i vari capi di partito avrebbe previsto Bersani presidente del Consiglio, Rosy Bindi, vice premier, Walter Veltroni presidente della Camera, Massimo D’Alema agli Esteri (o commissario europeo), Giuseppe Fioroni ministro e Dario Franceschini segretario del partito.

Ma Pier Luigi Bersani nega accordi trai big del Pd su futuri incarichi di governo in caso di vittoria alle elezioni. “Non ci sono in corso né patti grandi né patti medi ne patti piccoli. Io lavoro per un partito unito, rinnovato, contendibile e senza padroni”, dice.

Allo stesso tempo, ricorda il segretario del Pd, “ho chiesto io primarie aperte per la candidatura a premier, anche in deroga allo statuto, e l’anno prossimo come da statuto avremo il congresso del Pd, che è la forma congressuale più aperta in ogni partito nel mondo”. Intanto, anche Matteo Renzi, invitato da Giuseppe Fioroni a dimettersi risponde.

“Non accetterò alcun patto, accordo o inciucio per una mia sistemazione.Se perdo continuerò a fare il sindaco. Non mi candido in Parlamento”.

“Io non credo che il problema sia rottamare ciò che vecchio – continua Renzi – Il problema è che se uno è stato 20 anni in Parlamento, quello che doveva fare lo ha fatto. È una semplice constatazione”, aggiunge il sindaco di Firenze, secondo il quale il ricambio generazionale non è solo una richiesta, ma rappresenta una necessità per il Pd: “Con l’antipolitica che c’è o si danno dei segnali o il Pd sarà spazzato via. Non è che si ferma l’avanzata di Grillo nei sondaggi dandogli del ‘fascista del web’ – sottolinea Renzi – ma piuttosto dicendo che siamo noi quelli che proponiamo il ricambio in Parlamento e le riforme, a partire da quelle piccole come l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali. Questa è la rottamazione”.

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