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Napoli, il San Paolo e la figuraccia del manto erboso

 Più della vittoria che il Napoli ha ottenuto contro la Fiorentina domenica sera, a far notizia è stata la condizione a dir poco pietosa del manto erboso dello stadio San Paolo.

Un campo ai limiti della praticabilità che, di certo, non poteva passare inosservato agli occhi dei tifosi partenopei, innamorati della loro “dimora”. Ma come si è arrivati a questo punto? Allo stato attuale è difficile dirlo. De Laurentiis ha dato la colpa ad un fungo che, secondo lui, starebbe attaccando tutto l’impianto. E’ questa, in effetti, la versione ufficiale proposta dalla società ed, infatti, AlessandroFormisano, l’addetto alla “mission impossibile” di salvataggio del manto erboso, si è posto sulla stessa linea del presidente: “Un fungo ha attaccato il campo. Nei primi giorni di agosto si è verificato questo evento e il caldo estivo lo ha fatto propagare in tutto il campo. Stiamo trattando in modo particolare il prato, che sta rispondendo bene. L’erba ha ricominciato acresceresul 75% del terreno di gioco. Ci è stato dato il placet dall’agronomo della Lega, GiovanniCastelli”.

Tra tutte le voci ufficiali rimbomba con forza quella di Franco Marrone, ex responsabile della manutenzione del prato dello stadio. Le sue parole non confermano per niente la versione della società: “Ma quale fungo e fungo! Ci vuole semplicemente una manutenzione migliore, bisogna stare li e curare. Dal 18 gennaio non mi è stato rinnovato il contratto dal Napoli e, da allora, nessuno ha fatto più nulla. La società forse voleva pagare di meno, ma io non potevo abbassare ancora il prezzo. Della mia parcella stanno discutendo gli avvocati e di questo non parlo. Vedere quel campo domenica sera mi ha fatto molto male. Mi avessero chiamato lo avrei fatto anche senza esser pagato. In tutta Italia e per tutte le categorie mi occupo di oltre 25 terreni da gioco”.

Semplice rabbia nei confronti della società o una verità effettiva? In tutto questo si avvicina sempre più l’impegno casalingo di Europa League col Solna (in programma il prossimo 20 settembre) e, di certo, presentare un campo da gioco in queste condizioni non è una bella pubblicità per società e tifosi. E’ tempo di muoversi.

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