Caserta

Festival Solidarietà, Caputo: “Nulla di concreto”

 CASERTA. “La prima e forse ultima edizione del Festival della Solidarietà ‘Dona un Sorriso’, organizzato dall’Ospedale di Caserta, non ha partorito nulla di concreto”.

Lo ha dichiarato Nicola Caputo, consigliere regionale e presidente della Commissione Trasparenza e Controllo Atti a margine dell’audizione sul Festival della Solidarietà “Dona un Sorriso” organizzato dell’Ospedale ‘Sant’Anna e San Sebastiano’ di Caserta. Audizione a cui hanno partecipato, il direttore del nosocomio Francesco Bottino, il direttore amministrativo Luigi Patrone e il consigliere regionale Pietro Maisto.

“Secondo il report depositato dall’amministrazione dell’Ospedale nel corso dell’audizione, – dichiara Caputo – sono stati spesi per la manifestazione di solidarietà 149mila euro con un incasso di 159mila di cui: 86mila euro sotto forma di biglietti venduti, 33mila dagli sponsor e 40mila da atti di liberalità, con un utile netto di circa 10mila euro”.

“Settimane di lavoro, uno sforzo enorme, in termini di risorse ed energie che hanno prodotto solo polemiche infinite e null’altro. Ora, – spiega Caputo – speriamo vivamente che l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano dismetta definitivamente i panni da impresario di eventi e vesta quelli più propri, di assistenza e cura della salute dei cittadini”.

Il direttore Francesco Bottino ha ammesso che le risorse ricavate dall’iniziativa di solidarietà non sono state all’altezza delle aspettative, poi ,su richiesta del presidente della Commissione Caputo, ha spiegato che i fondi dovrebbero essere utilizzati per l’acquisto di “speciali braccialetti per monitorare le terapie per cardiopatici, per i pazienti di patologie pediatriche ed oncologiche”.

“Nella situazione difficile in cui versa la sanità in provincia di Caserta, – ha aggiunto Caputo – con carenze di tutti i tipi, strutturali, di personale e di risorse, forse sarebbe stato meglio è più produttivo destinare i soldi provenienti da atti di liberalità direttamente, senza perdersi in tentativi avventati che meglio sarebbe stato se fossero stati gestiti da enti preposti”.

“L’ospedale – conclude Caputo – deve svolgere esclusivamente il suo lavoro, così come sostiene anche il ministro Balduzzi, che è quello di curare la gente, lasciando che altri si occupino di amenità come organizzare serate mondane”.

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