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Camigliano, Cenname chiede annullamento costituzione Ato 5

Enzo Cenname CAMIGLIANO. L’Amministrazione Comunale di Camigliano, in una lettera a firma del sindaco Enzo Cenname indirizzata alla provincia, chiede l’annullamento della costituzione dell’Ato 5.

Non approvando lo Statuto dell’Ato 5 in Consiglio Comunale, aveva deciso di non prendere parte a questa farsa politica, atta alla costituzione dell’ ennesimo carrozzone politico necessario solo per distribuire comode e costose poltrone. Considerato che l’organismo fantasma denominato Ato 5, per il tramite della Provincia di Caserta continua a convocare, anche il Comune di Camigliano a partecipare all’Assemblea dell’Ato, corre l’obbligo, per la carica che si riveste, a non esimersi dal fare alcune considerazioni legali e politiche.

Tanto si è detto sull’illegittimità della costituzione dell’Ato richiamando giustamente la legge di conversione 26 marzo 2010, numero 42, la quale inserisce nell’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2010), il seguente comma: «186-bis. Decorso un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d’ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d’ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei princípi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

Oltre a questo aspetto legale va aggiunto un aspetto comico, derivante dalla probabile partecipazione al voto della costituzione dell’Ato di alcuni Sindaci che non hanno approvato lo statuto nei propri Consigli Comunali.

Questi elementi, aggiunti alle serie problematiche in cui versa il Consorzio Idrico Terra di Lavoro, di cui la Provincia di Caserta detiene il 30 % di quote e che ha già un suo Consiglio di Amministrazione lautamente retribuito dai nostri cittadini, dovrebbero essere sufficienti, on. Presidente, a desistere dalla costituzione di questo ente inutile ed illegittimo.

Ritenendo invece il ciclo integrato delle acque Provinciale un’azione politica a cui bisogna far fronte anche con una certa urgenza, e considerato che Lei in questi giorni ha nominato quattro Assessori, si potrebbe utilizzare un Assessorato, le risorse umane della Provincia e del Consorzio Idrico Terra di Lavoro, al fine di progettare una proposta di ciclo integrato delle acque per i Comuni della Nostra Provincia. In questo modo, soprattutto in un periodo di ristrettezza economica dove la politica si distacca sempre più dai cittadini, si potrebbero dare delle risposte concrete senza l’aggravio dei costi della politica”.

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