Santa Maria C. V. - San Tammaro

Sportello Informa Immigrati, 131 richieste in sei mesi

 SANTA MARIA CV. Centotrentuno richieste, in prevalenza per il rinnovo del permesso di soggiorno, per sussidi economici e per ricerca di lavoro.

E’ quanto emerge dalla relazione finale dell’attività svolta, dal 1 febbraio al 31 luglio 2012, dallo Sportello Informa Immigrati dell’Ambito territoriale C5, del quale è capofila il Comune di Santa Maria Capua Vetere. La struttura è stata attiva con tre uffici a Santa Maria Capua Vetere, Capua e Pignataro Maggiore, al servizio di una popolazione di immigrati regolari di oltre 4.400 persone, ai quali va aggiunta la vasta platea di immigrati in condizione di clandestinità. Lo Sportello si è rivolto a tutte le categorie di stranieri, sia regolari che irregolari, ed è stato coordinato da Ridha Romdhani con le operatrici Carmela Fusco, Annie Vanore e Maria La Regina.

Le 131 richieste pervenute sono state così ripartite: 72 presso il Comune di Santa Maria Capua Vetere, 27 presso il Comune di Capua, 32 presso il Comune di Pignataro Maggiore. Nel corso dei sei mesi si sono rivolti allo Sportello anche operatori e responsabili di tre comunità per minori presenti sul territorio di riferimento: la Comunità Emmanuel di Santa Maria Capua Vetere, la Comunità Maria di Nazareth di San Prisco e la Comunità Famiglia Irene di Capua. Le principali attività offerte possono essere riassunte nelle seguenti aree: permessi di soggiorno, casa, servizi sociali, formazione e lavoro, minori, salute e sanità, alle quali vanno aggiunti i servizi di mediazione linguistica e di consulenza psicologica.

“Dopo i necessari ringraziamenti agli operatori dello Sportello che hanno lavorato con impegno e conseguendo risultati più che positivi – dichiara il sindaco Biagio Di Muro – devo sottolineare che l’obiettivo primario è stato quello di favorire l’effettiva integrazione dei cittadini immigrati, con una decisa azione di sostegno ai loro bisogni quotidiani, con particolare attenzione al ruolo delle donne e dei minori che, nella catena migratoria, sono i soggetti più esposti al rischio di marginalità. L’auspicio è che si riesca a ripetere l’esperienza dello Sportello, rendendola stabile e potenziando i servizi sociali destinati anche agli immigrati”.

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