Orta di Atella

Cimitero, “mini loculi” in cima alle file

 ORTA DI ATELLA. L’associazione “Libera Ats”, attraverso il suo presidente Salvatore Sorvillo, vuole porre l’accento sul cimitero comunale di Orta di Atella.

“E’ vero – spiega Sorvillo – che siamo stati etichettati come il paese dove si sono inventate alcune furbizie edilizie, ma dopo aver visto ciò che è stato fatto nel cimitero diciamo che ad Orta la fantasia edilizia ha terreno fertile, e non ha limite alcuno. Non vogliamo accusare l’assessore al cimitero, tra l’altro persona di indubbia professionalità, ma crediamo che tale progetto di ampliamento, se redatto da un tecnico esterno, almeno non lo si dovrebbe pagare. Spieghiamo. I loculi cimiteriali sono cinque su cui architettonicamente esistono delle coperture. Sono stati ricavati, all’ultimo piano, ‘mini loculi’ o meglio ‘loculi ribassati’. Se il progetto è stato redatto dal ufficio competente, non possiamo che dire ‘bravi’, ‘complimenti’, avete fatto una ricerca di mercato per ‘mini bare’ e ‘lapidi a taglio verticale’, oppure è stato un ‘lampo di genio’, almeno il costo del loculo sarà contenuto per l’utente finale. Come diceva Totò nella Livella, ‘siamo seri, i morti appartengono alla morte’, però cosa dirà quella famiglia che in passato ha acquistato il diritto a 99 anni della fila di 5 nicchie consecutive, senza volere altri estranei tra i piedi, pardon tra i defunti, e che ora si trova con un ‘intruso’, un ‘coinquilino’ del piano di sopra. Bisogna socializzare bisogna condividere”.

“Certamente – continua Sorvillo – l’amministrazione ha fatto un grande sforzo, complimenti, molti loculi a costo zero, il costo del progetto dovrebbe essere zero in quanto non esistono calcoli strutturali aggiuntivi, non esistono costi di direzione lavori, opere edili di ampliamento, opere di copertura, adeguamenti funzionali, solo un nuovo impianto elettrico. Ricordiamo che le scale del cimitero sono abbastanza alte, quindi costi contenutissimi. Crediamo, anzi abbiamo ora uno sprono in più, che a breve inizieremo a scrivere o meglio raccogliere la documentazione su venti anni di urbanistica e non nel comune di Orta. Un libro che dovrà fotografare quanto fatto ad Orta, in prima battuta dallo scrivente senza alcuna censura, e poi dagli esimi colleghi, imprenditori etc. Il libro verrà pubblicato da un editore romano, quindi avrà una valenza extra territoriale in modo da farci conoscere oltre i nostri confini. Molto materiale già è stato raccolto, ma crediamo che tra annullamenti o pseudo tali, tra opere incompiute e tra fantasie marziane, abbiamo ancora innumerevoli volumi da scrivere. In ogni caso auguriamo a chi comanda in questo momento sia in campo politico, amministrativo, e tecnico, di continuare a donarci tale opere da ricordare, e da pubblicizzare”.

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