Italia

Tribunali, salve le sedi in “zone mafia”

Paolo SeverinoROMA. Via libera del Consiglio dei ministri al provvedimento sulla revisione della geografia giudiziaria. Ma la sforbiciata sarà più leggera del previsto.

Lo riferiscono fonti di governo: il testo definitivo prevede che i tribunali soppressi siano 31 anziché i 37 previsti in origine. Le stesse fonti sottolineano che sono “salvi” i tribunali nelle zone ad alta intensità di criminalità organizzata. In particolare vengono mantenuti i presidi giudiziari di Caltagirone e Sciacca in Sicilia; Castrovillari, cui sarà accorpato il tribunale di Rossano, Lamezia Terme e Paola in Calabria. A Cassino sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta nel Lazio, mentre il Tribunale di Napoli nord sarà dotato di un ufficio di procura. Il governo, d’altra parte, ha confermato la soppressione di tutte le 220 sedi distaccate e di 667 uffici di giudici di pace.

I tagli sono previsti dalla manovra di riduzione della spesa pubblica. Il ministro della Giustizia Paola Severino aveva annunciato la soppressione di 37 tribunali, 38 procure, 220 sedi distaccate e 674 uffici del giudice di pace. Con l’accorpamento delle sedi giudiziarie minori l’esecutivo prevede di contenere sensibilmente le spese della macchina giudiziaria: 50 milioni in tre anni a fronte di mille edifici chiusi e 10mila tra pm, giudici onorari e personale amministrativo che dovrà essere spostato in altra sede.

D’altra parte, come rilevato dalla stessa magistratura e dalle commissioni Giustizia di Camera e Senato , il criterio della riduzione degli uffici in base alla semplice dimensione del territorio controllato, rischiava di lasciare sguarnite le province a più alta densità criminale. Sul punto il ministro Severino aveva dichiarato a più riprese la sua apertura.

Da qui la scelta di rivedere lo schema dei tagli, come ha sottolineato la responsabile della Giustizia nel commentare la decisione, “perché il governo non intende in alcun modo arretrare nemmeno sul piano simbolico”.

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