Italia

Stato-mafia: le telefonate tra Napolitano e Mancino

 ROMA. Il settimanale Panorama, in edicola giovedì, pubblica una “ricostruzione esclusiva” delle telefonate tra il presidente della Repubblica, GiorgioNapolitano,e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino intercettate nell’inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia.

In quelle telefonate – sostiene Panorama – sarebbero stati espressi “giudizi e commenti taglienti su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo”. Si legge ancora nel sommario del lungo articolo dedicato alla vicenda: “Nel tentativo di delegittimare il presidente della Repubblica, alcuni giornali fingono di avanzare ‘ipotesi di scuola’ che tanto somigliano alla verità. Ma finiscono per dare concretezza a un tentativo di ricatto”.

“Diverse fonti hanno confermato a Panorama – si legge nell’articolo – nei giorni che hanno preceduto gli interventi di Mauro, Travaglio e Sofri che il contesto da loro delineato, e abilmente dissimulato, è molto prossimo alla verità. Per essere ancora più espliciti: le telefonate dirette tra il capo dello Stato e Mancino risalirebbero al periodo dell’ultima crisi di governo (siamo agli sgoccioli del 2011) con corollario di giudizi su diversi protagonisti di quella fase, alcuni dei quali molto ruvidi e ovviamente impossibili da rintracciare nelle dichiarazioni ufficiali dell’epoca o successive”.

INGROIA: “RICATTO A NAPOLITANO”. Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, come riportano alcuni quotidiani come il Corriere della Sera, commenta la scelta di Panorama di pubblicare indiscrezioni sui contenuti delle conversazioni tra Napolitanoe Mancino: “Se così fosse – dice Ingroia – sarebbe un grave illecito e, qualora corrispondesse davvero al tenore delle intercettazioni, il ricatto al Capo dello Stato lo farebbe Panorama, con quella copertina. Non posso parlare del contenuto delle intercettazioni, né smentisco né confermo, non ne parlo”.

FUGA NOTIZIE, MESSINEO: “VALUTEREMO INCHIESTA”. “Valuteremo, quando avremo acquisito tutti gli elementi utili, se aprire un’inchiesta sulla fuga di notizie perché è evidente che c’è stata una rivelazione di cose coperte dal segreto istruttorio”. Lo dice il procuratore di Palermo Francesco Messineo a proposito delle notizie pubblicate dal settimanale. “E’ prematuro interrogarsi ora su chi sia competente a indagare”, aggiunge il procuratore, rispondendo alla domanda se sulla vicenda dovrebbe indagare Palermo o Caltanissetta, dal momento che, in via teorica, non può escludersi che il presunto responsabile della fuga di notizie possa essere stato un pm palermitano. Messineo smentisce comunque che la ricostruzione delle telefonate fatta da Panorama corrisponda al loro reale contenuto.

FRATTINI: “SI VUOLE COLPIRE NAPOLITANO”. “Le regole del diritto sono state calpestate, ancora una volta, ed in questo caso le intercettazioni indebitamente raccolte e poi pubblicate riguardano addirittura conversazioni del Capo dello Stato”, afferma l’ex ministro degli esteri Franco Frattini. “Intercettazioni che si dovevano distruggere subito, e non raccogliere per ulteriori valutazioni, e che, come in molti altri casi, anzitutto nei confronti di Berlusconi premier, sono finite sui giornali. – prosegue l’esponente del Pdl – Si vuole colpire la funzione e la persona del presidenteNapolitanoper destabilizzarne il ruolo sinora esercitato, e che nei prossimi mesi dovrà ancora esercitare, per la gestione della difficile crisi italiana”. Secondo Frattini “occorre tenere giù le mani dalla istituzione (e dalla persona) che presidia al massimo livello in questa fase complessa per l’Italia le garanzie costituzionali per tutti i cittadini”.

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