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Show di Benigni alla festa del Pd: “Bersani reagisci”

Bersani e BenigniREGGIO EMILIA. “Bersani, devi reagire. Batti un colpo, alzati e cammina!”. Roberto Benigni infiamma la platea del Pd e dedica la prima mezz’ora del suo lungo spettacolo sulla Divina Commedia allo scontro in corso tra Pierluigi Bersani e Beppe Grillo.

L’attore non risparmia critiche al “collega” comico che guida il Movimento 5 stelle, e prende le parti senza se e senza ma di Bersani, che poco prima aveva invitato a moderare i toni Grillo dandogli nuovamente del fascista. “Non si dice morto, al limite diversamente vivo…”, dice picchiando duro, pur se con grande ironia, su Grillo. “Mi è appena arrivato un suo fax di saluto. C’é scritto ‘cari Bersani ed elettori del Pd, vi volevo salutare e dire a tutti di andare a vaffa…’ ed altre cosine personali. E’ la sua maniera di essere affettuoso. Grillo vuole fare l’alleanza, parla così. A me ha detto ‘vecchia salma, piduista zombi’. Grillo è fatto così. Ma quando si innervosisce può diventare anche volgare. Al punto di fare cose che Bossi sembra Lord Byron…”.

L’attore é un fiume in piena, tra gli applausi delle migliaia di persone che pendono dalle sue labbra. “Piduista a Bersani? Ne parleremo domani qui alla festa con Licio Gelli ospite d’onore”, chiude la parte dedicata allo scontro con Grillo. Poi arriva la professione di fede di Benigni per il Pd. “A Bersani farei una statua: ci deve fare vincere. Non ci può fermare nessuno, siete costretti a vincere. Anche se vi alleate con Casini vi votiamo lo stesso, anche se ce la mettete tutta per non farvi votare…”, sbotta. Ma ce n’é pure per Berlusconi che, sostiene, “in fondo mi vuol bene”. Il fatto che intenda correre nuovamente a Palazzo Chigi, dice “pare un film dell’orrore, come lo ‘Squalo 6′”.

E ancora: “Dopo tutto quello che ha fatto, vuole fare il presidente della Repubblica… Ci crede davvero! Ci sarebbero tutte le sue foto in tutti i locali pubblici. Ma sarebbe l’unico modo per vederlo in una caserma dei carabinieri…”.

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Del resto, conclude Benigni, “Berlusconi è come Dante, pure lui per 20 anni ci ha fatto vedere l’inferno…”. Battute applauditissime anche per il leader dell’Udc: “Casini ha paura che se fanno la legge sui matrimoni gay deve sposarsi per forza con Giovanardi!”. E per Umberto Bossi: “Il dio del Nord facendo l’amore con Po ha generato un Trota!”, esclama.

Ma ce n’é anche per il governo tecnico, rappresentato in platea dal ministro della Pubblica istruzione Francesco Profumo, e sul contrasto alla crisi. “Volevo venire qui in auto, ma ho preso l’aereo privato: col prezzo attuale della benzina costa uguale! Ormai per farsi belli non si dice di avere lo yacht, basta dire di aver fatto il pieno alla macchina, visto che per riempire i serbatoi in Svizzera la gente parte dalla Calabria”.

Dopo mezz’ora parte l’esegesi della Commedia dantesca. Il popolo democratico lo ascolta con un silenzio da chiesa, irreale in un campo da volo come quello dove è allestito il grande palco, punteggiando i richiami ai valori enunciati dal Sommo Poeta; dal lavoro che da dignità all’uomo all’onore, dall’amore per se stessi e per gli altri al rispetto, dall’onestà alla fede, dalla libertà alla tutela della diversità. Fino a tarda notte, quando si spengono le luci del palco e riprende la festa.

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