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Corruzione e truffa: arrestato consigliere regionale della Calabria

Antonio Rappoccio REGGIO CALABRIA. Associazione per delinquere, corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato. Sono le accuse contestate al consigliere regionale della Calabria Antonio Rappoccio, del gruppo “Pri-Udeur”, arrestato dalla Guardia di Finanza su richiesta della Procura reggina.

Secondo gli inquirenti, Rappoccio avrebbe ideato un meccanismo che gli consentisse di essere eletto, e di tentare di far eleggere al Consiglio comunale di Reggio Calabria, nel 2011, Elisa Campolo, che aveva ottenuto un buon numero di voti nonostante non fosse stata eletta. Inoltre, attraverso la costituzione di società fantasma, avrebbe promesso, in occasione delle comunali del 2011, un posto di lavoro in cambio del voto alla stessa Campolo.

Rappoccio era già stato rinviato a giudizio nel giugno scorso. Il giudice del Tribunale di Reggio Calabria aveva fissato la prima udienza al 29 marzo del prossimo anno.

Il meccanismo che sarebbe stato ideato daRappoccio, secondo l’accusa, riguardava l’attività di società strumentali che, con il fine apparente di selezionare aspiranti lavoratori, ne captava e canalizzava il voto speculando sui bisogni e le aspettative di tanti giovani. La Procura generale, accogliendo una serie di richieste avanzate da Aurelio Chizzoniti, primo dei non eletti nella lista “Insieme per la Calabria”, con cui fu eletto anche Rappoccio nel 2010,e presentatore anche dell’esposto che ha dato il via all’inchiesta della Procura della Repubblica, ha avocato nel giugno scorso l’inchiesta della Procura a carico di altre 17 persone che aveva già portato al rinvio a giudizio, per corruzione elettorale semplice, diRappoccio. L’avvocato generale dello Stato Francesco Scuderi, che ha avocato le indagini, contestualmente all’emissione dell’avviso di garanzia, aveva disposto una serie di perquisizioni effettuate ai primi di luglio dalla guardia di finanza a carico diRappoccioe di altre cinque persone, tra cui la stessa Campolo.

Il consigliere regionaleè accusato anche di truffa perché, per la Procura generale, insieme agli altri indagati, avrebbe indotto circa 850 persone a iscriversi alla cooperativa “Alicante” pagando 15 euro ed a partecipare, con il pagamento di altri 20 euro, ad un concorso ”superando il quale, a dire delRappoccioe dei suoi correi, avrebbero avuto concrete possibilita’ di lavoro”. Il peculato, invece,è stato contestato perché, per convocare tutti coloro che lo avrebbero votato, furono effettuate numerose telefonate dagli apparecchi installati nella sede del gruppo di Pri nel palazzo comunale di Reggio Calabria.

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