Italia

Carbosulcis, il governo cerca di scongiurare la chiusura. Napolitano solidale

 CAGLIARI. “Non sta scritto da nessuna parte che la miniera debba chiudere il 31 dicembre”. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, a “Radio Anch’Io”, cerca di rassicurare i minatori della Carbosulcis …

… che protestano ormai da tre giorni con l’occupazione dell’impianto per l’estrazone del carbone di Gonnesa, in provincia di Cagliari. De Vincenti ha precisato che tocca alla Regione, proprietaria al 100% della Carbosulcis, deciderne la chiusura, ma che per il governo Monti “sono possibili soluzioni alternative. Ci aspettiamo che la Regione venga con una proposta più realistica. È la Regione che deve chiarire”.

Spazio anche al discorso dell’Alcoa: per questa vertenza sabato ci sarà un nuovo vertice: il governo è impegnato a continuare i contatti con interlocutori industriali. Intanto, gli operai hanno trascorso la quinta notte sotto terra.

All’origine della protesta la richiesta di sbloccare il progetto di rilancio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone. Mercoledì, quando il delegato sindacale Stefano Meletti operaio ha tentato di ferirsi a un braccio con un coltello, è arrivata la solidarietà del presidente Giorgio Napolitano. Ma i lavoratori restano asserragliati a quota -373 metri, accanto alla stanza blindata dove sono custoditi quasi 700 chili di esplosivo e 1.221 detonatori.

LA LETTERA DI NAPOLITANO. Interviene con una nota, per esprimere “vicinanza” e “partecipazione”. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrive sul caso dei minatori della Carbosulcis, da tre giorni a -373 metri sotto terra con 690 di chili di esplosivo per manifestare contro la chiusura della loro azienda.

“Vorrei che i minatori del Sulcis – ha scritto Napolitano – impegnati in una prova durissima, sapessero come mi senta profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie. La loro storia – ha aggiunto – è parte integrante della storia del lavoro in Sardegna ed è espressione specialissima di attaccamento alla loro terra e di impegno umano e professionale, anche nelle condizioni più pesanti, nell’interesse generale della Regione e del Paese”.

“Ritengo – ha precisato Napolitano – che l’incontro in sede nazionale annunciato per venerdì debba costituire un’occasione di bilancio delle verifiche e delle esplorazioni già compiute, e dare prime risposte che possano trasmettere serenità e fiducia in un momento così drammatico specie per i lavoratori raccoltisi nella profondità della miniera”.

“Nello stesso tempo – prosegue Napolitano – sono sicuro che non mancherà da parte di nessuno, e tanto meno da parte delle forze del lavoro in Sardegna, la realistica e coraggiosa consapevolezza dell’esigenza di trovare per i problemi così acutamente aperti soluzioni sostenibili dal punto di vista della finanza pubblica e della competitività internazionale in un mondo radicalmente cambiato rispetto a decenni orsono”.

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