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Napoli, una storia lunga 86 anni

Diego Armando Maradona esulta per il primo scudetto“A bandiera tutta azzurra ca rassumiglij o ciel e o mar e sta città”. Napoli è la spensieratezza dei suoi colori, Napoli è l’incertezza delle sue strade, Napoli è la spigliatezza di chi ci vive.

Napoli è il coraggio di chi non programma un futuro, la sua stessa lingua non glielo permette. Napoli è uno stile di vita, un mondo a parte dove i dubbi regnano sovrani , Napoli è la forza d’animo, Napoli è azzurra come il cielo ed il mare e come cantano i suoi tifosi ogni domenica al San Paolo. Napoli è una storia lunga ben 86 anni.

Tutto cominciò quel 1 agosto 1926 con Giorgio Ascarelli che cambiò il nome dell’Internaples in Associazione Calcio Napoli. Da quel momento iniziava per la città partenopea una passione unica da tramandare di padre in figlio per non avere la “delusione” di un bambino juventino o milanista. Una passione che vede la società campana fallire, cambiare nome, resuscitare dal nulla e vincere, dicendo la sua in Europa con protagonisti di lusso. Da Sallustra a Maradona il passo è lungo ma lo stesso colore li avvicina rendendoli quasi immortali.

Proprio quel Maradona che arriva a Napoli il 5 luglio del 1984 e che conquista il popolo napoletano con la sua classe andando formare la punta di diamante di un tridente straordinario composto anche da Giordano e Careca. E’ il Napoli che vince due volte il campionato (1986-1987, 1989-1990) e che si aggiudica la Coppa Uefa (1988- 1989).

Anni di storia che cadono nella sofferenza per un campione che si brucia, per una squadra che cade nell’oblìo in pochi anni, che prima conosce la B solo di passaggio ritornando in Serie A nel 2000, ma poi cade rovinosamente tornando nella serie cadetta e vivendo anni difficilissimi col presidente Naldi, che porta gli azzurri al fallimento.

Nel 2004 i partenopei, che erano diventati Società Sportiva Napoli, tornano ad essere Associazione Calcio Napoli.Aurelio De Laurentiis, noto produttore cinematografico, acquista la società ed inizia la risalita dalla C alla A. Una risalita resa possibile dai vari Sosa, Grava, Capparella, ma soprattutto da un argentino scatenato che ricorda Maradona: Ezequiel Lavezzi arrivato nel 2007.

Oggi è il 1 agosto del 2012, il Napoli vola alto in Italia e sta per disputare l’Europa League. Cavani è il leader, De Sanctis la sicurezza tra i pali e Lavezzi ,dopo 5 anni, non c’è più, ma una sicurezza c’è e ci sarà sempre: il Napoli avrà sempre la forza di rialzarsi. Tanti Auguri agli azzurri!

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