Esteri

Siria, premier diserta. Attaccata la Tv di Stato

Riad HijabDAMASCO. Il premier siriano, Riad Hijab, è stato dimesso: lo ha annunciato la tv di Stato siriana con una scritta in sovraimpressione.

Hijab era stato nominato lo scorso giugno dopo le elezioni legislative di maggio. Nel governo precedente guidato da Adel Safar, aveva ricoperto il ruolo di ministro dell’agricoltura. In Siria l’incarico di premier è per lo più di rappresentanza, visto che il potere esecutivo è di fatto nelle mani del presidente della Repubblica.

Secondo fonti politiche siriane anti-regime a Beirut, il premier Hijab ha disertato dal regime ed è fuggito in Giordania. Questa versione è stata confermata dalla tv panaraba al Jazeera e dal sito internet dei Fratelli musulmani siriani in esilio. “La sua defezione ha richiesto molto tempo edè stata organizzata nei minimi dettagli a Damasco”, hanno aggiunto le fonti, secondo le quali “il regimeè sempre più infiltrato ai suoi vertici da elementi ostili”. Nelle ultime 24 ore sono fuggiti in Giordania tre importanti membri dei servizi di sicurezza di Damasco, annunciando la loro diserzione.

Il presidentesiriano Bashar al-Assad, dopo la destituzione di Riad,ha nominato Omar Ghalawanji, ex ministro per le Amministrazioni locali, premier ad interim.

Lunedì mattina, intanto, un’esplosione ha scosso a Damsco la sede della radiotelevisione di Stato siriana. La stessa tv aveva inizialmente parlato di tre vittime, ma la notizia è stata smentita all’Ansa dal ministro dell’Informazione, Muhammad az Zubi, raggiunto telefonicamente. Una fonte anonima citata dalla stessa tv di Stato ha detto che tre persone sono rimaste ferite nell’esplosione, avvenuta al terzo piano del super protetto edificio centrale che si affaccia in piazza degli Omayyadi, nel centro moderno della città.

Continuano intanto i bombardamenti e gli scontri ad Aleppo, i primi concentrati nella parte orientale della città, mentre a Salaheddin, il bastione dei ribelli, e nell’area centrale della città, prevalgono i combattimenti con armi automatiche. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, le vittime di oggi sarebbero già una trentina.

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