Esteri

Siria, oltre 100 morti negli scontri di Daraya. Giallo su vicepresidente

DarayaDAMASCO. Almeno 109 vittime. Fra le quali militari oppositori al regime di Assad, ma anche donne e bambini. Questo il tragico bilancio degli ultimi 4 giorni di scontri avvenuti a Daraya, città a sudovest della capitale.

A denunciare l’ennesimo eccidio ad opera dell’esercito di Stato è l’Osservatorio siriano per i diritti umani. “Le truppe hanno sferrato feroci attacchi a Daraya e nella parte sudovest di Damasco questa settimana, in quello che gli attivisti hanno definito un nuovo tentativo di sbaragliare la guerriglia nella capitale una volta per tutte” dicono dall’osservatorio. Gli scontri sarebbero scoppiati quando le truppe hanno effettuato rastrellamenti e provocato la morte di un ribelle. “Le forze di sicurezza hanno lanciato una campagna di arresti e i residenti sono preoccupati che possa esserci un nuovo massacro di civili” a Daraya, hanno denunciato i Comitati per il coordinamento locale, una rete di attivisti.

Oggi altri violenti scontri stanno interessando la città di al-Bukamal, nella provincia orientale siriana di Dayr az Zor, nelle vicinanze della base del battaglione per la difesa aerea. Proprio a Dayr az Zor, secondo gli attivisti, i militari siriani avrebbero spostato i bombardie Su-22 qualche giorno fa. Agosto, che deve ancora concludersi, è già ora il mese più grave a livello di vittime nel conflitto siriano con oltre 4mila morti; le vittime dall’inizio della rivolta, a marzo dello scorso anno, sono circa 24 mila.

IL GIALLO SUL VICEPRESIDENTE. Il vicepresidente siriano Faruk al-Sharaa “è in Giordania da giorni”: lo annuncia una breaking news di al Arabiya, che cita fonti anonime senza aggiungere altri dettagli. Sulla defezione di Sharaa, uno delle più potenti personalità sunnite della stretta cerchia di Assad, è in corso da alcune settimane un braccio di ferro tra ribelli e governo. Già sabato scorso la stessa emittente di Dubai, citando Luay al-Miqdad, portavoce dell’alto consiglio rivoluzionario dell’Esercito libero, aveva diffuso la notizia della defezione di Sharaa. Nelle ore successive, tuttavia, la tv di Stato siriana aveva riportato una nota dell’ufficio del vice presidente che smentiva la notizia che Sharaa avesse lasciato il Paese e fosse fuggito in Giordania. Il 21 agosto l’attivista siriano per i diritti umani Haytham al-Maleh era tornato sulla questione sostenendo che Sharaa si trovava “in un Paese arabo vicino” e avrebbe annunciato ufficialmente la sua defezione nei giorni successivi.

DISPERSO GIORNALISTA AMERICANO. Ancora nessuna notizia del giornalista statunitense free-lance, Austin Tice, 31 anni, che risulta disperso in Siria da oltre una settimana. Tice, che lavora anche per il gruppo McClatchy Newspapers, aveva trascorso un po’ di tempo con i ribelli nel nord della Siria, dopo essere entrato nel Paese dalla Turchia a maggio scorso, per poi dirigersi a Damasco. “Stiamo lavorando intensamente per stabilire dove si trovi e per assicurare che torni in patria”, ha fatto sapere il una nota il direttore del Washington Post, Marcus Brauchli, che ha dato la notizia.

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