Aversa

Gastroenterologia, blocco dei ricoveri

 AVERSA. E’ il pronto soccorso il tallone di Achille dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Aversa. Secondo per prestazioni erogate a livello regionale solo al “Cardarelli” di Napoli, …

… questo reparto del nosocomio aversano ha due macroscopiche carenze che sia la dirigenza dell’Asl Di Caserta, sanitaria e amministrativa, che la politica non riescono a colmare. La prima riguarda la mancanza di personale.

Una lacuna che costringe quanti sono costretti a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso del “Moscati” ad attese snervanti che spesso sfociano (ed è questa l’altra grave questione) in veri e propri episodi di ordine pubblico, con aggressioni nei confronti degli incolpevoli operatori sanitari. Senza tener conto dei continui prolungamenti di turno degli addetti al pronto soccorso che sempre più spesso, soprattutto in questo periodo, a causa di assenza per malattie o ferie, sono costretti ad operare per dodici e più ore di seguito senza alcuna possibilità di riposo.

Una situazione surreale alla quale non si riesce di porre rimedio. Tanto che, dopo le continue segnalazioni di addetti ai lavori (forzatamente anonime poiché la direzione dell’Asl ha vietato contatti con la stampa se non previa autorizzazione) e di tanti pazienti, il primo cittadino di Aversa, Giuseppe Sagliocco, anche in qualità di presidente del comitato dei sindaci, così come già aveva fatto il suo predecessore Domenico Ciaramella, ha pensato di rivolgersi al massimo responsabile della sanità regionale, il governatore della Campania, Stefano Caldoro, per cercare di ottenere qualche posto in più nella dotazione organica del nosocomio aversano.

Ma, quasi a voler smorzare sul nascere le speranze di Sagliocco, è giunta in queste ore la notizia del blocco dei ricoveri per gli interventi di elezione (ossia dei ricoveri programmati che hanno come fine ultimo quello dei vari interventi chirurgici legati al reparto) presso la gastroenterologia. Anche in questo caso, così come sta avvenendo per il pronto soccorso (che, ovviamente, però, non può essere bloccato) la causa sarebbe da ricercare nell’assoluta carenza di personale, soprattutto infermieristico, tanto da non riuscire a garantire l’ordinaria funzionalità. Anche qui, inoltre, facilmente i turni ordinari di sei ore di medici e infermieri si prolungano facilmente a dodici ore.

Questo stato di cose ha, di conseguenza, portato alla decisione da parte della direzione dell’ospedale aversano di sospendere a data da destinarsi i ricoveri di elezione. Di conseguenza, quando gli attuali degenti del reparto saranno dimessi, di fatto, la struttura non esisterà più se non per i casi di ricovero d’urgenza. L’intento e la speranza è che gli infermieri del reparto possano colmare le carenze di personale di cui soffre il pronto soccorso. Speranza vana, perché anche nella notte scorsa ad operare presso quest’ultimo reparto c’erano, oltre i medici, solo due infermieri di cui uno addetto al triage, ossia a preordinare le urgenze dei pazienti che man mano si presentano in ospedale.

Accanto a questi problemi di ordine sanitario, come già accennato, quello di ordine pubblico. Da quando, circa quattro anni fa, è stato chiuso il drappello di polizia all’interno del “Moscati” a causa di carenze (ancora una volta) di agenti presso il locale commissariato della polizia di stato, le aggressioni agli operatori sono aumentate in maniera esponenziale e nell’ospedale si entra ed esce a piacimento, alla faccia dei vigilanti privati.

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