Aversa

Caso Sagliocco, le reazioni nell’ambiente politico

 AVERSA. Il giorno dopo la diffusione dell’ipotetico coinvolgimento del sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco nell’affaire dei terreni della zona di Villa Literno – che hanno ospitato e ospitano le famigerate ecoballe – per lucrare sulla vicenda, gli ambienti politici della città normanna s’interrogano.

Sagliocco viene tirato in gioco da un pentito organico al clan camorristico dei Casalesi, insieme all’ex sindaco della stessa Villa Literno Enrico Fabozzi, già in carcere e poi scarcerato. I politici aversani si «dividono», rispettando le parti assegnate loro dall’appartenenza ideologica, in pro e contro il primo cittadino, attualmente a capo di una coalizione di centro destra, dopo essere stato eletto al primo turno con una maggioranza del 56% a fronte di quella del 76% dei partiti che lo hanno appoggiato in occasione delle amministrative del 20 maggio scorso.

Ecco, allora, l’ex parlamentare centrista Paolo Santulli affermare: «Sembrano storie di fantascienza. Sarà, comunque, la magistratura a far luce. Rimane, in ogni caso, la nostra fiducia nella persona di Peppe Sagliocco». Sulla stessa scia il coordinatore cittadino del Pdl, Nicola Golia, che ricorda come «nel 2006, quando c’era ancora Forza Italia e Sagliocco era nostro consigliere regionale, come sezione praticammo una forte azione politica contro i siti inquinati e inquinanti di Villa Literno. Vi furono vari incontri e convegni e fu proprio Peppe (Sagliocco, ndr) a farsi parte diligente nel raccogliere materiale e informazioni e a portare nell’Agro Aversano il presidente della commissione parlamentare Russo. Fu redatta una mappa della vergogna con una denunzia prodotta dallo stesso Sagliocco e Paolo Romano alla procura di Santa Maria. Insomma, rispetto a questa problematica Forza e Italia e soprattutto Sagliocco hanno avuto sempre una condotta univoca. Anche per questo non abbiamo avuto dubbi ad appoggiarlo come Pdl in occasione delle ultime elezioni. Da parte nostra, e non è una formula di rito, abbiamo piena fiducia nella magistratura».

Di segno totalmente opposte le dichiarazioni di Luca De Rosa, tra i responsabili del movimento Aversa Bene Comune che, negli anni novanta ha ricoperto il ruolo di assessore comunale all’igiene urbana. «La natura del personaggio, al di là delle rivelazioni del pentito di cui si è venuto a conoscenza in questi giorni, è nota. Sarà la magistratura a fare luce sul ruolo che potrebbe aver avuto Sagliocco. Quello che dispiace è il fatto che si parli di questi rapporti solo quando si è di fronte a dichiarazioni di pentiti e non in sede politica quando si ne presenta l’occasione».

Per Pasquale Morra, consigliere comunale di Sel, «siamo di fronte ad una storia vecchia, già nota agli addetti ai lavori. In questo momento posso solo dire che ci auguriamo, per il bene di Aversa e delle istituzioni cittadine, oltre che di quanti gli hanno dato la propria fiducia con il voto, che riesca a discolparsi. Ripeto, mi auguro che le rivelazioni del pentito non siano vere. Ovviamente, se così non fosse, e la magistratura dovesse accertare che certi episodi rispondono al vero, allora dovrà essere lo stesso sindaco a trarne le conseguenze e, trattandosi di accuse gravissime, non potrebbe fare altro che dimettersi dalla carica».

Da parte sua Sagliocco, nella giornata di domenica, ha, probabilmente, scelto di avere una giornata di riflessione. I suoi telefoni hanno squillato a vuoto, ma chi lo conosce è certo che il sindaco stia preparando le contromosse. In particolare, potrebbe chiedere ai magistrati che indagano sulla vicenda, sebbene non formalmente indagato, di essere ascoltato per rendere nota anche la propria versione che si basa soprattutto sulla lotta che, da consigliere regionale, ha fatto, a suo dire, per rompere il connubio tra malaffare e questione rifiuti.

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