Orta di Atella

Inquinamento e tumori: appello di Rainone

 ORTA DI ATELLA. L’inquinamento non va in vacanza, e così anche i tumori e le gravi patologie che sono il triste primato della Campania, del Casertano e agro aversano in particolare.

Se c’è una continuità inattaccabile e non soggetta ad alcuna interruzione o crisi, essa è quella dell’inquinamento, dell’attentato continuo ed in aumento a danno del diritto ad una vita normale, alla crescita sana dei giovani. Ma nella situazione attuale siamo tutti insidiosamente esposti.
A nulla vale l’attenzione personale, la prevenzione possibile, la casa tirata a lucido, ecc., se l’aggressione è nell’ambiente, pronta a colpire in modo indiscriminato e senza possibilità di difendersi. Il nemico visibile è lì, a pochi metri dal centro urbano (quando non proprio in esso), nelle strade e nei viottoli dove il paesaggio che aggredisce è una continuità di discarica a cielo aperto che, bruciata, dà uno spettacolo infernale : polistirolo di frigoriferi che continua a fumare, materiali indecifrabili accartocciati dal fuoco, copertoni, risulta di materiali plastici ed elettrici, residui di amianto annerito che si è cercato, maldestramente, di interrare e chissà cos’altro.
Questo mix indecifrabile è tutto lì, a pochi passi dalla serra e dal campo dove si continua a “coltivare” qualcosa che si pensa sano. Questo è l’orrore visibile che genera un invisibile killer che ha come principale bersaglio la salute di tutti. Permeato nelle acque, sposato all’aria, fuso nei prodotti della terra giunge a noi, pur se attraverso il fresco del condizionatore o la confezione del mercato. Che fare? E’ questione morale e civica prima che politica!
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Di fronte all’indifferenza, all’incapacità, all’impotenza delle Istituzioni non c’è altra strada che metterci la faccia. Non a caso faccio questo appello non da esponente politico (in Campania tutte le politiche sono state e sono colpevoli ) ma da cittadino, da padre e nonno che si aspetta una presa di posizione di tutti. Negli ultimi tempi la Chiesa del territorio e poi i media sembra abbiano aperti gli occhi (ci voleva tanto tempo dalle storiche denunzie dell’acuto Pasolini e poi, oggi, di Saviano?). Ciò non basta! Non è con i sermoni (solo) e con la condivisione (solo) di un problema arcinoto e vissuto quotidianamente sulla pelle di tutti, che si partecipa alla cittadinanza attiva. Bisogna metterci la faccia!
Con azioni concrete di marce, denunzie, proteste, ovvero candidandosi in contesti dove si possa agire con metodi e comportamenti virtuosi, certamente più efficaci di quelli attuali. Tutto il resto è vana filosofia, come spero non lo sia il recente Comitato del Ministro dell’Ambiente per azioni di “ green economy”. Stare alla finestra a guardare è, comunque, colpevole.
Non importa chi sia il corifeo, l’attivatore di tale sacrosanto impegno civico. La salute è un diritto-dovere civico e morale. La situazione di degrado ambientale in cui ci troviamo è anche il simbolo evidente della crisi sociale a cui l’Italia è giunta per un fallimentare senso di intendere il “ fare politica”.
Salvatore Rainone, cittadino atellano

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