Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Pd: “Il mare sporco per depurazione insufficiente”

 MONDRAGONE. “Tutti si interrogano su cosa sia successo al nostro mare, sul perchè d’improvviso la qualità delle acque sia peggiorata. Ciascuno dice la sua”.

Da qui parte la riflessione del dottor Salvatore Coronella, referente alla salute ed ambiente del Pd di Mondragone. Che spiega: “Questo fenomeno è dovuto a diversi fattori, il primo è legato all’insufficiente sistema di depurazione, aggravato dal fatto che il nostro comune come buona parte di quelli meridionali non è dotato di due distinte fognature, una per le acque meteoriche, l’altra per le acque domestiche ma tutte le acque vengono avviate, attraverso un collettore unico al depuratore che è ovviamente un impianto datato, appena sufficiente allo smaltimento delle acque domestiche.Al verificarsi di forti piogge, il nostro sistema diventa totalmente incapace di gestire volumi idrici decuplicato, anche per quanto riguarda la semplice filtrazione meccanica. Inoltre, se i margini fluviali non sono puliti è ovvio ritrovare all’ aumentare della gittata idrica i rifiuti in mare.

L’altra motivazione è più strettamente politica, dovuta ai disordini che si stanno verificando in questi giorni al sistema di depurazione delle acque reflue di Cuma per cui, i lavoratori addetti a questo impianto hanno deciso che è una congrua forma di protesta lo sversamento dei liquami in mare, azione che è strettamente collegata alla disperazione, alla politica del problema, alla completa ignoranza di cultura ambientale ed alla enorme capacità autodistruttiva. In questo momento, sulla sponda sud del litorale sono visibili alghe tipicamente fluviali, residui plastici e residui azotati dei saponi che vanno ad ostruire i collettori e che fuoriescono all’aumentare della gittata idrica finendo in mare e diventando concime per le alghe, responsabili quindi del processo di eutrofizzazione delle acque caratterizzato dalla presenza di più alghe e meno ossigeno disciolto.

Il progetto Bandiera Blu utopicamente dovrebbe significare dotare Mondragone di una distinta fognatura per le acque meteoriche da inviare ad un sistema di recupero ad hoc (filtrazione meccanica per la depurazione dagli idrocarburi) e per le acque domestiche, cosa non attualmente fattibile alla luce dei costi che comporterebbe ma, per rimanere nel novero del fattibile, ogni abitazione dovrebbe essere dotata di vasca Imhoff funzionante in grado di chiarire le acque nere e il nostro impianto di depurazione dovrebbe essere rinnovato totalmente rendendolo capace di gestire gli altissimi volumi idrici che si verificano quando piove in modo consistente, gli argini fluviali dovrebbero essere puliti e, sopratutto bisognerebbe prestare attenzione al fenomeno degli scarichi abusivi direttamente nei fiumi Volturno e Garibaldi, bisognerebbe capire cosa scorre nel torrente Agnese da rendere le sue acque innaturalmente scure, a chi ne appartiene la gestione e la supervisione.

Il progetto Bandiera Blu è ambizioso ma fattibile, lí dove non diventi la mera gestione di risorse economiche ma possa rappresentare un fenomeno culturale, unitario dell’intero litorale domizio e flegreo. Mondragone e gli altri paesi destinatari del progetto dovrebbero agire assieme per chiedere a livello provinciale e regionale gli adeguamenti che devono essere effettuati sulla modalità di gestione delle acque reflue anche nei paesi dell’entroterra, dovrebbero agire di concerto come leva politica sulla gestione dei nostri fiumi, sulla pulizia degli argini e sopratutto per il controllo e la chiusura di eventuali scarichi abusivi, si dovrebbe far luce su cosa sta veramente accadendo lungo il litorale, quali sono le responsabilità politiche e gestionali di questo problema che trova il suo acme stranamente sempre durante la stagione estiva. Il mare è un connettivo, riempie le distanze, non conosce province, non è possibile pensare la coesistenza di bandiere blu e nere in poche miglia, le realtà che non adeguano i propri impianti, trascinano a fondo anche chi cerca di farlo.

L’importanza di questo progetto dovrebbe essere nella capacità politica di dar vita ad un circolo virtuoso, nella possibilità di cominciare a credere nel futuro del proprio territorio ma nessun virtuosismo è possibile quando il problema non è affrontato in modo globale e culturale, nessun virtuosismo è possibile se non si riesce a capire chi e cosa abbia determinato questa realtà. Prima dei progetti ambiziosi è fondamentale una propedeutica rimozione delle cause che hanno portato il nostro litorale alla attuale condizione”.

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