Italia

Venezia, vita da vip: arrestato un “nullatenente”

 VENEZIA. Ferrari F40 cabrio, Bmw X6, Porsche Cayenne, tutte a noleggio, dimore da favola all’interno di ville venete o golf club, abiti e scarpe griffate, viaggi in Messico e soggiorni in hotel di lusso o prestigiosi centri termali, …

… frequentazione di serate in locali di tendenza del veneziano o del padovano unitamente ad accompagnatrici piacenti ed ai più prestigiosi champagne e vini. Un tenore di vita da nababbo. Peccato che tra i mille impegni avesse “dimenticato” di presentare le denunce dei redditi sin dall’anno 2006, nelle quali avrebbe dovuto dichiarare fatture emesse per oltre 8 milioni di euro e di conservarle unitamente alla documentazione fiscale dell’impresa.

A scoprire l’evasore è stata la compagnia di Mirano della Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione denominata “Castelli di Carta”. Tutto è partito quando alla pattuglia intenta nell’ordinario controllo del territorio non è sfuggita un’autovettura supersportiva targata Repubblica di San Marino che veniva condotta da un uomo, a posteriori rivelatosi assai noto nel territorio socio economico del miranese. Tale colpo d’occhio ha però innescato un’indagine vera e propria che ha portato ad appurare che quello che appariva un benestante, era in realtà un accanito evasore totale.

La linea difensiva di operare nel settore tessile non ha convinto le Fiamme Gialle che hanno scoperto come tale soggetto fosse anche dedito, da circa un decennio, all’emissione di false fatturazioni rivolte a compiacenti ed insospettabili imprenditori veneti interessati a diminuire i redditi conseguiti ed a versare minori imposte, utilizzando a tal fine anche altre 4 imprese intestate ad altrettanti prestanome.

La lunga ed articolata attività d’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal sostituto procuratore Stefano Ancilotto della Procura della Repubblica di Venezia, ha permesso di superare anche l’ostacolo derivante dall’occultamento delle fatture emesse e delle scritture contabili di tutte le imprese gestite da tale soggetto. L’efficace esame di ben oltre una novantina di conti correnti per un volume di transazioni nell’ordine di circa 40 milioni di euro, permetteva di reprimere un vasto e radicato sistema illecito evasivo e di frode fiscale posto in essere da P.S., 44 anni, di Noale, che ha condotto, al momento, all’arresto del responsabile. L’uomo è molto noto nel miranese per essere stato nel passato titolare di una grossa azienda che si occupava della produzione di capi di abbigliamento ora fallita.

Almeno una trentina le imprese coinvolte nella maxi evasione con altrettante persone, tra amministratori e titolari di partita Iva, coinvolte nell’inchiesta a vario titolo per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti.

Questi i numeri dell’evasione fiscale al momento rilevati: 40 milioni di euro di fatture false complessivamente emesse dal 2002 al 2011, di cui 9,6 milioni di euro già acquisite all’indagine attraverso i controlli incrociati effettuati presso i rispettivi clienti utilizzatori; 1,6 milioni di euro di Iva evasa quantificata sulle fatture allo stato recuperate; 2 milioni di euro di elementi positivi di reddito non dichiarati quale provento della frode fiscale; occultata ovvero distrutta tutta la documentazione contabile di 6 aziende riconducibili a P.S.; E’ stato inoltre proposto il sequestro per l’equivalente di quote di immobili e di disponibilità bancarie possedute dal soggetto per garantire l’effettivo recupero del credito dovuto all’Erario ed allo stato quantificato in complessivi euro 1,6 milioni di euro.

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