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Spread alle stelle: tutta l’Europa in ribasso

 MILANO. Il temuto lunedì dei mercati dopo il venerdì nero, rispetta alla lettera il copione previsto nel weekend con ancora una volta al centro delle paure la Spagna sempre più calata nel ruolo del prossimo paese costretto a chiedere il salvataggio a Fmi, Bce e partner europei.

Spread in deciso rialzo, euro ai minimi e Borse in forte calo con Milano e Madrid che precipitano. Questo scenario sta decisamente preoccupando i mercati e i loro regolatori come testimonia la decisione della Consob di proibire le vendite allo scoperto per banche e assicurazioni e quella dell’omologo organismo di controllo spagnolo che ha esteso il medesimo divieto per i prossimi tre mesi.

Che la giornata sia di quelle decisamente delicate lo conferma l’andamento del mercato dei debiti sovrani. Il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco è salito fino a 529 punti base, prima di ritracciare a 516 punti, con il rendimento del decennale italiano al 6,3%. Lo spread tra i Bonos spagnoli e i Bund è a quota 634 punti (rendimento al 7,4%, ai massimi storici). Crolla all’1,2% il rendimento dei bund.

E proprio lunedì la Germania ha venduto titoli di Stato a un anno (Bubill) per 2,7 miliardi di euro, con rendimenti negativi e forte domanda. Il rendimento medio è sceso a -0,054%, la domanda ha raggiunto i 6,3 miliardi di euro, più del doppio rispetto all’importo massimo in offerta di 3 miliardi.

Sul fronte azionario è decisamente pesante Milano, dove Piazza Affari sprofonda a cede il 3,8% dopo essere arrivata a perdere il 5%. Madrid crolla del 2,4%, Londra perde il 2,4%, Francoforte arretra del 3,5% e Parigi del 2,9%. Atene affonda: -7%. Pesante in avvio anche Wall Street il Dow Jones cede l’1,7%, il Nasdaq il 2,2%.

Male anche l’Asia con Tokyo che chiude in flessione dell’1,86% e tocca il livello più basso da sei settimane a questa parte. Male anche Seul che lascia sul terreno l’1,84%. Le cose non vanno meglio in Cina dove Hong Kong ha perso il 2,99% e Shanghai dell’1,26%.

Sul sentiment degli investitori non pesa solo il fatto che le regioni spagnole che potrebbe essere costrette a chiedere un salvataggio statale sarebbero sei. Ma anche che il Pil di Madrid ha registrato nel secondo trimestre del 2012 una contrazione dello 0,4% rispetto a quello precedente. Sull’anno scorso la contrazione è stata dell’1%.

L’euro è sceso per la prima volta sotto la soglia dei 95 yen. La moneta unica ha toccato un minimo a 94,405 yen e ora passa si mano a 94,4525 yen. L’euro è in calo anche nei confronti del biglietto verde e viene scambiata a 1,2099 dollari.

Prosegue il calo del prezzo del petrolio che si attesta sotto quota 89 dollari al barile, condizionato dalla crisi del debito europea. Sui mercati asiatici i future sul Light crude perdono 3 dollari a 88,83 dollari. Il Brent lascia sul campo 3,63 dollari a 103,20 dollari. Il metallo prezioso perde stamani lo 0,3% a quota 1.579,30 dollari l’oncia. La borsa di New York ha chiuso la seduta di venerdì in calo, indebolita dalle preoccupazioni per la zona euro. Il Dow Jones è sceso dello 0,93% e il Nasdaq dell’1,37%, quando lo S&P 500 è sceso dell’1%

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