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Spending review, ok del Senato: ecco le principali novità

SenatoROMA. Con 217 sì, 40 no e 4 astenuti, l’aula del Senato dà il via libera al decreto legge sulle spending review con dentro anche il contenuto del dl sulle dismissioni immobiliari.

“La spending review non è una nuova manovra”,ha precisato Mario Monti nel corso di un’intervista a Radio Anch’io. Hanno votato a favore Pd, Pdl (ma con una decina di dissensi interni che hanno portato a non votare la fiducia), Udc e Terzo Polo. Hanno detto no Lega e Idv. Coesione nazionale e Mpa non hanno partecipato.

Tra le norme che più hanno fatto discutere, quelle sui farmaci (resta l’obbligo di indicare il principio attivo ma il medico potrà indicare anche il nome di un farmaco che ritiene opportuno) e l’aumento delle tasse per gli universitari fuori corso (saranno esonerati gli studenti che hanno reddito Isee familiare sotto i 40 mila euro). Per quanto riguarda le Province, salta la parola “soppresse” sostituita dalla parola “riordinate”.

Queste le principali novità introdotte a palazzo Madama rispetto al testo licenziato dal Consiglio dei ministri.

TASSE PIÙ ALTE PER FUORI CORSO UNIVERSITARI. Per gli studenti con redditi familiari fino 90mila euro, la maggiorazione non può superare il 25%, mentre per quelli compresi tra i 90mila e i 150mila euro, l’aumento non può andare oltre il 50 per cento. Raddoppio per quelli che hanno un reddito familiare superiore ai 150mila euro. Gli introiti saranno destinati, per il 50%, alle borse di studio e per il resto a interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, di ristorazione e di assistenza. Si terrà conto della specifica condizione degli studenti lavoratori.

BLOCCO TASSE UNIVERSITÀ PER MENO ABBIENTI. Nessun aumento delle rette, fino al 2016, per gli studenti in regola con gli esami e che hanno un reddito familiare fino a 40mila euro, mentre per le altre fasce di reddito non è previsto un blocco.

ADDIZIONALE IRPEF PIÙ CARA DAL 2013 PER 8 REGIONI. Le otto Regioni italiane in deficit sanitario (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) potranno anticipare l’aumento dell’aliquota addizionale Irpef regionale dal 2014 al 2013, portandola dallo 0,5% all’1,1 per cento.

MEDICO SCEGLIERÀ SU FARMACI “GRIFFATI”. Rispetto al testo approvato dalla commissione Bilancio, resta l’obbligo per il medico di indicare il principio attivo nella ricetta, ma lo stesso avrà anche la “facoltà” di indicare il nome del farmaco, motivando la scelta. La scelta sarà vincolante per il farmacista.

TETTO 300MILA EURO PER STIPENDI MANAGER. Il compenso di manager e dirigenti delle aziende partecipate dello Stato, non quotate, non potrà superare i 300mila euro. La norma si applica anche alla Rai. La misura entrerà in vigore con il prossimo rinnovo dei Cda.

PROVINCE, DA SOPPRESSIONE A RIORDINO. Le province non saranno più “soppresse o accorpate”, ma “oggetto di riordino”. Restano invariati i criteri minimi deliberati dal governo per la sopravvivenza delle province stesse: dimensione territoriale non inferiore a 2.500 chilometri quadrati e popolazione residente non inferiore a 350mila abitanti. Cento milioni di euro alle province, nel 2012, per la riduzione del debito.

AUSTERITY ANCHE A BANKITALIA. Politica di risparmi anche per palazzo Koch: i buoni pasto avranno un valore di 7 euro a partire dal primo ottobre, mentre non saranno più affidate consulenze esterne ai dipendenti in pensione. In caso di mancata fruizione, ferie, permessi e riposi non saranno più retribuiti, mentre la spesa per il noleggio delle auto blu e per i buoni taxi non potrà superare, in valore, il 50% rispetto al 2011.

6 MILIARDI PER SISMA EMILIA. I fondi saranno destinati a imprese e cittadini. I comuni e il commissario regionale potranno procedere ad assunzioni a tempo determinato per affrontare le emergenze legate al terremoto.

NO TAGLI PER RICERCA NEL 2012. Approvato un emendamento dei relatori che annulla il taglio per la ricerca, pari a 30 milioni di euro, previsto per quest’anno.

TAGLIO ALLE INTERCETTAZIONI. Le risorse per le intercettazioni telefoniche subiranno un ulteriore taglio di 5 milioni di euro. I risparmi attesi salgono da 20 a 25 milioni di euro.

NO RIFORMA FORNERO PER PROFESSORI PENSIONATI AL 31/8. Deroga alla riforma delle pensioni per gli insegnanti che avranno maturato i requisiti entro il 31 agosto prossimo: potranno andare in pensione con le vecchie regole, ma per farlo devono anche rientrare nella categoria dei docenti finiti in esubero.

RADDOPPIANO SANZIONI SCIOPERI SERVIZI PUBBLICI. Adeguamento dalla lira all’euro delle sanzioni previste dalla commissione di garanzia sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali. Il provvedimento raddoppia, di fatto, l’importo delle sanzioni.

STOP CUMULO INDENNITÀ PER PROF RIENTRATI IN RUOLO. I professori universitari che rientrano in ruolo dopo un incarico diverso non potranno cumulare le indennità allo stipendio.

SALVI GLI ISTITUTI DEL CINEMA. Niente tagli per il Centro sperimentale di cinematografia, per l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e per la Cineteca nazionale.

800 MILIONI AI COMUNI. Le risorse saranno destinate ai comuni attraverso le Regioni. Una parte, pari a 300 milioni, saranno prelevati dal fondo per i comuni virtuosi; i restanti 600 milioni arriveranno dal fondo per i rimborsi fiscali destinati alle aziende.

SEI MESI IN PIÙ PER TAGLI ORGANICI ESTERI E INTERNO. Per la riduzione del personale dei ministeri dell’Interno e degli Esteri serviranno sei mesi in più. La misura riguarda il personale dell’amministrazione civile dell’Interno e i diplomatici in servizio all’estero della Farnesina.

NASCE LA CONFERENZA METROPOLITANA. Organismo provvisorio per scrivere lo Statuto delle nascenti città metropolitane.

SALGONO RISPARMI DA PREFETTURE. La trasformazione delle prefetture da ufficio territoriale del governo a ufficio territoriale dello Stato dovrà portare a risparmi pari al 20% e non al 10% come previsto in precedenza.

NO AUTOMATISMO DISMISSIONE SOCIETÀ IN HOUSE. Lo scioglimento o la cessione delle società controllate direttamente o indirittamente dalle pubbliche amministrazioni non saranno più automatici laddove non sarà possibile per l’amministrazione pubblica controllante un efficace e utile ricorso al mercato.

AGENZIE ENTI LOCALI SALVE CON RISPARMI 20%. Viene rimosso l’obbligo per Regioni, Province e Comuni di sopprimere o accorpare i propri enti ed agenzie, a patto che realizzino un risparmio del 20% per la loro gestione.

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