Gricignano

Scioglimento, il “rebus” dell’incandidabilità

 GRICIGNANO. Lo scorso 3 luglio sono nuovamente comparsi innanzi la prima sezione civile del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere gli ex amministratori del Comune di Gricignano nei cui confronti è stata avviata la procedura d’incandidabilità dopo lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni camorristiche.

Si tratta di Francescantonio Russo, Giacomo Di Ronza, Giovanni Di Foggia, Pasquale Di Luise, Andrea D’Angelo, Nicola Cristiani, Antimo Verde, Nicola Verde, Antonio Moretti, Giuseppe Munno, Antonio Guida, Giuseppe Barbato, Nicola Lucariello, Giuseppe Buonanno, Pasquale Barbato, Francesco Di Luise. Tra gli ex amministratori sottoposti alla procedura d’incandidabilità erano presenti all’udienza gli ex amministratori: Francescantonio Russo, Giacomo Di Ronza, Antonio Guida, Nicola Cristiani ed Antonio Moretti.L’ex sindaco Andrea Lettieri nonsi è costituito in giudizio.

I LEGALI DIFENSORI. In rappresentanza di Pasquale Barbato l’avvocato Raffaele Costanzo; per Francescantonio Russo e Giacomo Di Ronza l’avvocato Luigi Maria D’Angiolella; per Antonio Guida, Nicola Cristiani, Francesco Di Luise, Giuseppe Barbato, Andrea D’Angelo l’avvocato Salvatore Piccolo; per Antimo Verde e Antonio Moretti l’avvocato Giuseppe Somma; per Nicola Verde l’avvocato Nicola Tessitore; per Giovanni Di Foggia l’avvocato Antonio Palma. Non rappresentati da alcun legale Pasquale Di Luise, Giuseppe Munno, Nicola Lucariello e Giuseppe Buonanno.

LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO. Il dibattito ha preso avvio con l’intervento dell’avvocato Piccolo che ha chiesto il rinvio della decisione ad altra udienza in attesa della sentenza del Consiglio di Stato sull’appello presentato dagli ex amministratori contro la decisione del Tar Lazio, che aveva convalidato il commissariamento del Comune di Gricignano. Sentenza poi arrivata lo scorso 9 luglio (leggi l’articolo), con i supremi giudici amministrativi che hanno confermato la decisione del Tar e, dunque, lo scioglimento del Consiglio. A tal proposito, ricordiamo che, dopo la sentenza del Tar dell’agosto 2011, solo alcuni ex amministratori (Lettieri, Russo, Di Ronza, Autiero, Buonanno, Di Foggia, Iuliano, Lucariello) avevano proposto appello al Consiglio di Stato. Mentre altri ex amministratori (Di Luise, Guida, Froncillo), che pure avevano proposto ricorso al Tar, avevano deciso di non presentare ricorso contro il tribunale amministrativo.

MORETTI E VERDE: “ESTRANEI ALLA VICENDA”. E’ poi intervenuto l’avvocato Giuseppe Somma che ha chiesto al collegio di pronunciarsi senza attendere la sentenza del Consiglio di Stato, in ragione della totale estraneità dei propri assistiti ai fatti che hanno determinato l’avvio della procedura d’incandidabilità. A supporto della propria tesi, l’avvocato Somma ha evidenziato che in nessuno degli atti che hanno condotto allo scioglimento del Consiglio comunale (relazione della commissione d’accesso, relazione del prefetto, proposta di scioglimento del ministro) è mai comparso il nome dei consiglieri Moretti e Verde che, perciò, non hanno proposto né il ricorso al Tar né l’appello al Consiglio di Stato. Somma ha poi depositato il parere legale (a firma dello stesso collega D’Angiolella) sulla base del quale era stato predisposto lo schema di statuto della società mista Gmc, poi approvato dal Consiglio Comunale.

INCANDIDABILITA’, I DUBBI SULLA NORMA. E’ stata poi sollevata dall’avvocato Piccolo e dagli altri legali la questione di costituzionalità della normativa che regola l’incandidabilità. In sostanza, è stata posta in dubbio la conformità della norma in oggetto ai superiori principi costituzionali dal momento che avverso la pronuncia d’incandidabilità non sarebbe possibile il ricorso a tutti i gradi di giudizio (Appello e Cassazione). Posizione tutt’altro che unanime dal momento che, secondo un diverso orientamento contro la pronuncia d’incandidabilità, sarebbe possibile presentare sia l’Appello che il ricorso in Cassazione, tant’è che, solo dopo aver esaurito tutti i gradi di giudizio, l’incandidabilità diverrebbe effettivamente operante. Insomma, se pure il Tribunale di Santa Maria dovesse dichiarare l’incandidabilità di alcuni degli ex amministratori gli stessi potrebbero comunque candidarsi, dal momento che la pronuncia d’incandidabilità spiegherebbe i propri effetti solo una volta conclusi tutti i gradi di giudizio.

RISCHIO DI ELEZIONE E SUCCESSIVA INCANDIDABILITA’. Il rischio, in tal caso, sarebbe quello di eleggere amministratori che, nel corso del mandato, potrebbero essere colpiti da un provvedimento d’incandidabilità definitivo. Ed allora si aprirebbero altri scenari assai difficili da decifrare dal momento che la norma in questione è stata introdotta solo di recente e non esistono precedenti giurisprudenziali. Il principale interrogativo è quello relativo alla sorte degli amministratori nei cui confronti dovesse sopraggiungere un provvedimento d’incandidabilità definitivo. Tale provvedimento comporterebbe anche la loro ineleggibilità? Il provvedimento imporrebbe la loro surroga? Si tratta di domande a cui, al momento, è difficile fornire una risposta giuridica e a fronte delle quali la miglior soluzione possibile potrebbe essere, forse, quello di un passo indietro da parte di coloro che dovessero essere colpiti da pronuncia, sia pure provvisoria, d’incandidabilità.

NICOLA VERDE. Tornando all’udienza dello scorso 3 luglio, è intervenuto, infine, l’avvocato Tessitore che ha chiesto di dichiarare l’inammissibilità della procedura d’incandidabilità nei confronti del proprio assistito (ingegner Nicola Verde) poiché al momento dello scioglimento lo stesso non era tra i consiglieri eletti. Il pubblico ministero, a questo punto, ha chiesto al Collegio di pronunciarsi con un’unica sentenza sulla posizione di ciascuno degli amministratori.

UDIENZA IL 18 SETTEMBRE. A quel punto, il presidente del Tribunale, assunte informazioni sulla data delle prossime elezioni, previste dalla legge “in un turno straordinario da tenersi in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre”, ha ritenuto di poter ancora attendere la pronuncia del Consiglio di Stato, rinviando la discussione all’udienza pubblica del prossimo 18 settembre, all’esito della quale interverrà la pronuncia sulla incandidabilità o meno degli ex amministratori citati in giudizio. Dopo alcuni giorni, però, come dicevamo, la sentenza del Consiglio di Stato è arrivata, quindi i giudici sammaritani avranno “campo libero” per pronunciarsi sulla questione entro fine settembre.

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