Gricignano

Scioglimento e incandidabilità: udienza rinviata al 18 settembre

 GRICIGNANO. Rinviata al 18 settembre l’udienza dinanzi alla prima sezione del Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere, …

… chiamata ad accertare eventuali responsabilità sullo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Consiglio comunale di Gricignano, avvenuto nell’agosto 2010, e valutare l’incandidabilità degli ex amministratori. Una richiesta inviata ai giudici sammaritani dal Ministero dell’Interno.

Lo scorso 11 aprile si sono costituiti in giudizio quasi tutti i componenti dell’ex Consiglio comunale di Gricignano, di maggioranza e opposizione, in carica nel periodo dell’amministrazione 2001-2006, compresi i componenti dell’ultima giunta 2006-2010: Giovanni Di Foggia, Antonio Moretti, Pasquale Di Luise, Andrea D’Angelo, Nicola Cristiani, Antimo Verde, Nicola Verde, Giuseppe Munno, Francescantonio Russo, Giacomo Di Ronza, Antonio Guida, Francesco Di Luise, Giuseppe Barbato, Pasquale Barbato. Non presenti l’ex sindaco Andrea Lettieri e gli ex assessori Nicola Lucariello e Giuseppe Buonanno. I primi due hanno rinunciato, Buonanno invece era assente per un difetto di notifica.

Proprio per questo disguido verificatosi siera optato per il rinvio, non prima, però, che uno degli avvocati facesse notare che il successivo 18 maggio il Consiglio di Stato dovrebbe pronunciarsi sul ricorso presentato dall’ex amministrazione Lettieri contro la sentenza del Tar Campania, che ha confermato lo scioglimento del Consiglio comunale. Ecco perché il presidente della sezione aveva stabilito il rinvio al 3 luglio, dunque dopo la pronuncia dei supremi giudici amministrativi.

Martedì 3 luglio, poi, un nuovo rinvio poiché il Consiglio di Stato, pur riunitosi lo scorso 18 maggio, ancora non ha pubblicato la sentenza. Nel caso, infatti, che i supremi giudici amministrativi bocciassero la sentenza del Tar, accogliendo l’istanza degli ex amministratori, la procedura di incandidabilità verrebbe revocata. Tuttavia, nel caso di mancata pronuncia da parte del Consiglio di Stato anche per il 18 settembre, il giudice sammaritano ha comunque ribadito che la procedura di incandidabilità dovrà concludersi prima delle prossime elezioni amministrative a Gricignano, che si terranno in autunno. Dunque, entro fine settembre ci sarà il verdetto, che potrebbe mettere a rischio la candidabilità degli ex amministratoricoinvolti.

Nell’avviso di comparizione inviato agli ex amministratori viene fatto cenno ad alcuni punti della relazione della commissione d’accesso. In primis, la vicenda della “Gricignano Multiservizi”, sulla quale i commissari chiamano in causa sia maggioranza che opposizione. Questi, con deliberazione del 16 maggio 2002, approvarono la costituzione della società mista “Gricignano Multiservice” (la partecipazione alla quale di un socio privato legato alla criminalità organizzata, la “Flora Ambiente” dei fratelli Orsi di Casal di Principe, è stata individuata come una delle cause di condizionamento dell’amministrazione comunale) e poi, con deliberazione del 2 dicembre 2004, ne ampliarono notevolmente l’oggetto sociale.

Reponsabilità, secondo la commissione, ricadrebbero anche sui membri della giunta allora in carica che, con deliberazione del 5 maggio 2004, approvarono lo schema di convenzione generale tra il Comune e la società mista, ed in seguito, riporta la relazione, “non operarono il controllo sull’attività dell’area tecnica del Comune, che affidò alla società mista una serie di opere che non rientravano nel suo oggetto sociale, aggirando norme in materia di affidamento degli appalti, consentendo mutamenti della compagine sociale, nonostante il divieto contenuto nel bando per la scelta del socio privato, ed affidando appalti senza acquisire la certificazione antimafia, come la costruzione di due parcheggi”. Gli stessi esponenti della giunta, con deliberazione del 31 dicembre 2003, “disposero – riporta la relazione – una proroga di due anni dell’affidamento del servizio di trasporto scolastico ad una ditta, in attesa dell’espletamento della gara d’appalto, all’esito della quale la stessa risultò di nuovo aggiudicataria. Con deliberazione del 30 luglio 2003 individuarono un collaboratore in via coordinata e continuativa per il trasporto scolastico dei disabili ed in seguito autorizzarono la stipulazione di ulteriori contratti con lui, in deroga al divieto di assunzioni di personale a tempo indeterminato”.

Ma in causa vengono chiamati anche i membri della giunta della seconda amministrazione Lettieri, in carica dal 2006 fino allo scioglimento nell’agosto 2010. Sempre stando alla relazione della commissione d’accesso, questi, a loro volta, avrebbero deliberato “diverse proroghe del servizio di trasporto scolastico alla stessa ditta affidataria”, adottarono “bandi per l’appalto dei servizi contenenti clausole valutate come dirette a restringere la concorrenza a favore della stessa ditta, che alla fine risultò aggiudicataria ed alla quale fu consentito di espletare il servizio senza che fossero eseguiti accertamenti antimafia, richiesti solo nel 2008 e che portarono ad accertare l’esistenza di cause interdittive”.

Gli stessi assessori, scrivono i commissari, “autorizzarono anch’essi ulteriori contratti di collaborazione per il trasporto disabili, non esercitarono controllo sull’area tecnica che nel 2007 aggiudicava l’appalto del servizio di trasporto disabili ad un’altra ditta, collegata alla precedente, e consentiva la prestazione del servizio in assenza di aggiudicazione definitiva e di stipula del contratto. Il servizio, – prosegue la relazione – dopo la revoca dell’affidamento per provvedimento interdittivo antimafia del Prefetto, veniva affidato con procedura anomala ad un’altra ditta collegata alla società interdetta”.

Ancora, secondo i commissari della prefettura, la giunta non avrebbe “esercitato il controllo sull’area tecnica riguardo all’appalto per la refezione scolastica, prima aggiudicato ad una ditta risultata interdetta per antimafia e poi affidato in via provvisoria, in attesa di espletamento di nuova gara ad un’altra ditta, fino all’aggiudicazione ad una società anch’essa poi interdetta”.

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