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Rosario Miraggio dedica una canzone al boss: è polemica

Rosario MiraggioGRAGNANO. Una canzone, una dedica e lo sgomento del pubblico: Rosario Miraggio, dal palco di piazza Aubry, intona una canzone, “Io canto a te”, per il boss Nicola Carfora, alias “Nicola ‘o fuoco”, condannato all’ergastolo per l’omicidio di un imprenditore e ritenuto dagli inquirenti un elemento di spicco della malavita stabiese.

Un episodio non isolato, ma che continua a far discutere. E le opinioni al riguardo sono contrastanti. Si potrebbe pensare che il cantante, in questo caso Rosario Miraggio, si sia limitato a leggere un biglietto, incurante del soggetto a cui si chiedeva di porgere i saluti, incurante delle sue azioni e dei suoi problemi con la giustizia. Ma c’è chi invece ritiene che il confine tra la musica, quella neomelodica che continua a riscuotere grande successo nei quartieri napoletani e non solo, e camorra, quella fatta di boss e di carceri, sia davvero molto labile. Ed è quest’ultimo caso che fa paura e che si tende a sottovalutare.

Come riportato dal “Mattino”, l’episodio è stato minimizzato dai responsabili del comitato festa. Poco prima della mezzanotte, quando la platea comincia ad abbandonare la piazza e sotto il palco restano solo i fedelissimi, quei fan che si sono posizionati dal pomeriggio, pur abitando a pochi metri di distanza. La piazza, allestita per la festa della Madonna del Carmine, però, nonostante l’ora, è occupata ancora da migliaia di persone. Sul palco Miraggio continua a deliziare il pubblico, soprattutto quello di sesso femminile. E, immancabile, arriva la richiesta di saluto. Prima un suggerimento all’orecchio, poi un giovane gli si avvicina sul palco. Gli consegna un biglietto che il cantante legge: “Dedico la prossima canzone a Nicola ’o fuoco, a cui auguro di poter presto riabbracciare tutti gli amici”.La canzone-dedica è quella che il neomelodico napoletano cantò per la prima volta a otto anni duettando col padre Franco. Nella piazza scende il gelo, anche se le reazioni sono differenti: c’è chi resta sgomento, non capendo il motivo della dedica, accanto a chi applaude in maniera convinta, certo che “il boss, dal carcere, sarà sicuramente soddisfatto”.

Un rapporto particolare quello che lega la musica neomelodica e la camorra. E non a caso l’episodio che coinvolge Rosario Miraggio è solo l’ultimo in ordine di tempo. Ma chi è Nicola Carfora? Un uomo che, a metà anni ‘90, si impose come successore di Umberto Imparato nella gestione delle attività illecite nella zona stabiese e dei Lattari. Carfora fu arrestato tredici anni fa proprio a Gragnano ed incastrato per l’omicidio dell’imprenditore caseario Michele Cavaliere, ucciso per non aver voluto pagare il pizzo impostogli dal suo clan. Il boss fu condannato all’ergastolo dalla quinta Corte d’Assise poiché ritenuto esecutore materiale di quell’efferato omicidio avvenuto nel ‘98. E perché mai quella dedica? Forse è un modo, un messaggio in codice che permette ai camorristi in carcere, nonostante la loro “momentanea assenza”, di continuare a marcarela loro “fama” sul territorio.

A far luce sulla vicenda adesso ci sarebbe un’indagine: in queste ore gli inquirenti stanno già verificando se gli organizzatori della festa avevano tutte le autorizzazioni per il montaggio del palco e, soprattutto, se il concerto era regolarmente autorizzato. Ma dal vertice del comitato festa, pare che nessuno abbia visto e sappia nulla,nè del biglietto, nè tantomeno della dedica”. Ma i commissari profetizzi, insediatisi al Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche dell’amministrazione guidata da Patriarca fanno la voce grossa: “Non possiamo che stigmatizzare quanto accaduto – affermano in una nota congiunta Salvatore La Rosa, Rosalia Mazza e Francesco Greco -. La città e la comunità di Gragnano, composta da persone serie e laboriose, non merita episodi incresciosi di questo genere”. E, per evitare che ciò possa ripetersi in futuro, si sta esaminando l’ipotesi di vietare del tutto manifestazioni di questo tipo. Così, a partire dal prossimo anno, le feste patronali potrebbero inglobare soltanto il programma religioso per le processioni.

Sul caso, intanto, sono intervenute anche alcune forze politiche cittadine. “Quello del concerto in occasione della festa del Carmine è un episodio scandaloso – afferma Mario Giordano, segretario cittadino dei Giovani Democratici – e ci stiamo muovendo in questo senso per chiarire i fatti. Ma a prescindere dal caso specifico, è ormai sotto gli occhi di tutti che le plateali dimostrazioni di affetto dei cantanti neomelodici nei confronti di alcuni camorristi non possono essere più definite casi isolati. E non è un caso – continua – che spesso e volentieri i neomelodici vengono accostati al termine camorra”.

Ma quest’episodio non è il primo. Appena due giorni fa infatti a Palermo il cantante napoletano Raffaello, ha salutato in piazza il boss mafioso Gino Abbate, detto u’mitra. Il 4 luglio scorso invece, a Torre Annunziata, fu arrestato in un’operazione anti camorra il cantante Tony Marciano, mentre precedentemente l’artista Nello Liberti era finito indagato per concorso in istigazione a delinquere a causa del suo brano “’o capoclan”, che inneggia alla figura del boss.

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