Aversa

Sagliocco: “Il caso di Pizzi non rientra nella Carta di Pisa”

Giuseppe SaglioccoAVERSA. Caso Pizzi, divisioni in seno alla sua maggioranza non sembrano scalfire più di tanto le certezze del sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco che annuncia anche la volontà di perseverare nella lotta all’illegalità con azioni concrete verso la sicurezza dei cittadini.

“No, non è stata una dichiarazione politica, fatta tanto per farla, – ha dichiarato il primo cittadino normanno riferendosi alla sua soddisfazione per come era andato il consiglio comunale di giovedì scorso – credo che sia stato effettivamente un buon risultato. Così come avvenuto con gli assessori, sono andato in consiglio con la certezza che le commissioni sarebbero state votate senza eccessivi problemi e così è stato. Non potevo certo accogliere le richieste di quanti intendevano rinviare la seduta. Sia ben chiaro, lo ripeto ancora una volta, noi dobbiamo fare quello per cui siamo stati eletti e così andiamo avanti senza impegolarci in discussioni da manuale Cencelli. L’accordo sulle presidenze si troverà e amministreremo senza problemi. Deve essere chiaro che non si è più di fronte alla politica di una volta, basta con le pastoie, bisogna fare, questo è quello che i cittadini si aspettano da noi”.

Per la prima volta, poi, il sindaco aversano accetta di parlare del caso dell’assessore Raffaele Pizzi, in quota Pdl, rinviato a giudizio nei giorni scorso per il crack della Banca di Credito Cooperativo di Aversa, al quale le opposizioni avevano chiesto di dimettersi o, in mancanza, allo stesso Sagliocco di revocargli la delega, avendo sottoscritto la Carta di Pisa sulla rettitudine degli amministratori pubblici.

“Non possiamo essere più realisti del re. Ho firmato quel protocollo e lo ritengo – ha dichiarato il sindaco – da seguire senza alcun limite, ma l’ho anche letto e in esso quel tipo di reato che si ipotizza per Pizzi assolutamente non c’è. Questo, ovviamente, al di là del fatto che la situazione dell’assessore sarà al più presto chiarita, non mi consente né mi obbliga a revocargli l’incarico. Resta inteso che, se ci dovessero essere, casi, sia per me che per gli assessori, contemplati nella Carta di Pisa adotterò le decisioni conseguenziali”.

C’è anche un grosso macigno amministrativo da risolvere al comune di Aversa, da un anno si va avanti con una proroga nell’affidamento delle strisce blu ad una ditta che è stata destinataria, giusto un anno fa, di un’interdittiva antimafia. Inoltre, lo stesso servizio parcheggi è stato avversato da Sagliocco quando Ciaramella era sindaco sino a giungere ad una querela presentata dal primo contro il secondo. “Non c’è dubbio su quello che devo fare in merito: sostituire l’attuale gestore. Non si può continuare in questo modi e credo di farli in tempi brevissimi. Del resto, la mia posizione in materia è ben nota”.

Un passaggio il sindaco di Aversa lo fa anche sulla lotta alle illegalità diffuse di tutti i giorni, una campagna che gli ha fatto meritare il soprannome di ‘sindaco-sceriffo’, che lui, ridendo, rifiuta. “Nei prossimi giorni, continueremo a effettuare controlli. Abbiamo già accertato che anche un’altra pedana di un locale di piazza Municipio è difforme. Ma, c’è anche un altro mistero burocratico-amministrativo da chiarire: tutte queste autorizzazioni, anche quelle legittime che hanno rispettato il criterio della mobilità dei gazebo, sono state rilasciate a firma di un ex dirigente comunale che, a quanto sembra, non aveva il potere per sottoscriverle. Se così fosse mi vedrei costretto a revocarle”.

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