San Nicola la Strada - San Marco Evangelista

Rienzo apre la rassegna “Arte e cultura sotto le stelle”

Peppe Rienzo SAN NICOLA LS. Se non lui, chi? Sarà Peppe Rienzo, cantautore sannicolese doc, nella serata di venerdì 15 giugno, ad aprire la rassegna di musica e spettacolo “Arte e cultura sotto le stelle” promossa dal sindaco Pasquale Delli Paoli e dall’assessore Bartolomeo Clemente.

L’appuntamento è alle 21, nell’arena comunale nel convitto borbonico “Santa Maria delle Grazie”, teatro, fino al 15 settembre, di tutti gli eventi in cartellone. Rienzo, per l’occasione, sarà accompagnato da Peppe Vertaldi alla batteria, Vincenzo Faraldo al basso e contrabbasso, Francesco “Flex” Aiello alla chitarra, Roberto Bellini alle tastiere e dall’inseparabile Lucky Di Blasio alle percussioni.

Oltre agli inevitabili successi della sua carriera, a San Nicola, Rienzo presenterà il suo ultimo cd, “Vita nova”, opera meditata, partorita in otto anni di performance live, con la quale è riuscito, secondo la critica, a dilatare ulteriormente i suoi orizzonti.

Oggi, a 43 anni e 26 di palco, è un autore e un musicista maturo, capace di sublimare in poesia i toni rabbiosi e viscerali degli esordi. «”Vita nova” – dice – è l’album del viaggio, dove ogni canzone è l’istantanea di un luogo, di un momento, di una persona, di un sentimento».

Scritto con Fabio D’Andrea, il disco si apre con il brano che dà il nome al progetto: «Una bussola – spiega Rienzo – per chi è smarrito, per chi è in cerca di una casa, di affetti veri». Il secondo, “Un’altra terra nel cuore”, è un piccolo gioiello scritto per l’Unicef: una denuncia vibrante contro il disagio dei bambini della Palestina. “Llevt alloche” è, invece, un vecchio e solido pezzo funk, che sa di pub fumosi e di birra rossa. In “Vita nova” non poteva, poi, mancare una dedica alla sua compagna di sempre: «”Chitarra mia” – rivela – è un atto d’amore, ma dal retrogusto amaro, verso uno strumento che non potrà mai ricambiare, perché è solo un oggetto». Un altro brano “velatamente” autobiografico è “Non c’è”, ispirato a una persona che di giorno lavora negli istituti di pena e di notte fa il blues man nei locali.

Le influenze rock verso la fine del disco, fanno da contrappunto a “Viversi”, preludio quasi metal della morbida “Lasciati andare”, composta alla fine di uno dei tanti concerti a Ischia. Chiude l’opera “Che sarrà”, cover, con testo in napoletano di Davide Nespolino, della celeberrima di “Oh che sarà” di Chico Buarque De Hollanda, portata al successo da Ivano Fossati e da Fiorella Mannoia.

Artista tra i più singolari del panorama casertano, Rienzo sa abitare le periferie della tradizione popolare e contaminarsi di nuove forme di espressione. Il risultato è un miscuglio di influssi culturali, nei quali si distinguono armonie blues e jazz, ritmi africani e linee melodiche dal sapore mediterraneo.

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